FILOSOFIA DELLE RIPRODUZIONI
Valorizzare le identità urbane e la
loro storia
L'attenzione al senso della storia e il desiderio di conservare le identità urbane originarie hanno portato la
Neri ad affiancare alla creazione
di nuovi manufatti lo studio e la riproposta produttiva di modelli originali
ottocenteschi legati ai contesti storico-urbanistici delle singole città.
I pali che ornavano e ornano Venezia, Torino, Milano, Padova e molte altre città,
adeguatamente riproposti, oltre a rappresentare un'operazione esteticamente
qualificante, restituiscono ai luoghi e alle persone che li vivono un senso
pieno dell'identità culturale.
L'equilibrio delle forme e dei decori della ghisa possono integrare ed arricchire
di forte personalità anche realtà urbane diverse e nuovi spazi
collettivi. E' il caso, ad esempio, dei grandi centri commerciali come quelli
di Tokyo, in Giappone, di Nashville, negli Stati Uniti e di Dubai, negli Emirati
Arabi. L'accostamento dell'arredo classico con materiali quali vetro e metallo
rende gli spazi armonici e moderni ma, nello stesso tempo, ricchi del fascino
e del richiamo ad una storia comune e conosciuta.
La sfida per i progettisti diventa così riuscire ad accostare antico
e moderno con razionalità, equilibrio ed armonia: l'obiettivo è
quello di far nascere luoghi pensati, dove tradizione e modernità si
uniscono in un'atmosfera ricca di suggestione.
LA METODOLOGIA DEL RESTAURO
La
Neri ha sviluppato un importante patrimonio culturale e tecnologico
non solo nella produzione di elementi destinati all'illuminazione e all'arredo
urbano, ma anche nel restauro di manufatti storici in ghisa, recuperando bellezza
e funzionalità e contribuendo a conservare l'aspetto unico dei centri
storici delle città.
Restaurare significa ridare vita, non soltanto restituendo un singolo oggetto
al suo stato primitivo, ma anche valorizzando il patrimonio collettivo rappresentato
dall'arredo urbano in ghisa.
La manutenzione dei pezzi d'epoca viene svolta dalla
Neri con
particolare attenzione filologica: la modifica dei materiali storici avviene
solo per l'adeguamento qualitativo e di sicurezza dei corpi illuminanti. È
un compito che l'azienda svolge con continuità, consapevole che, al di
là dell'installazione del prodotto, la manutenzione e il restauro contribuiscono
a far sopravvivere la bellezza dello stile all'incuria del tempo.
Molte sono le città che hanno chiesto l'intervento della
Neri per salvare il loro patrimonio storico in ghisa. Tra i restauri più prestigiosi,
in Italia, gli interventi sui lampioni di piazza Ducale a Vigevano, sui pali
lungo l'Arno a Pisa, sui lampioni del centro di Trieste e su quelli di fronte
al Santuario di Loreto. Poi ancora l'intervento in piazza Castello a Torino,
il ripristino della fontana di piazza Santa Caterina a Catanzaro, i lampioni
di Riva degli Schiavoni e del Canal Grande a Venezia e quelli di piazza della
Scala a Milano.
Prima di ogni intervento di restauro tutti i manufatti vengono fotografati per
averne una documentazione completa.
Con lo smontaggio ogni pezzo viene numerato e ogni fusione è accuratamente
controllata e pulita.
La sabbiatura con abrasivo metallico, scelto accuratamente a seconda della tenacità delle incrostazioni da rimuovere, pulisce le insenature dei decori.
Eventuali parti mancanti vengono riprodotte sulla base di disegni e utilizzando
modelli presenti nell'archivio o appositamente realizzati.
La saldatura e la zincatura delle parti in ferro sono processi fondamentali
per garantire la solidità del manufatto e la sua durata nel tempo.
Sulla base della documentazione fotografica il palo viene preassemblato. Decori
ed eventuali foglie sono prima verniciati e poi assemblati alla struttura portante.
Un'ultima mano di verniciatura costituisce il trattamento finale.
LE RIPRODUZIONI
Sono pali riprodotti dai modelli originali ottocenteschi che alcune città italiane, come ad esempio
Milano,
Venezia e
Padova, hanno
chiesto alla Neri per conservare le caratteristiche storiche di un arredo urbano
peculiare. Oggi sono in normale produzione e possono essere utilizzati per qualsiasi
progetto.
Per questi pali è previsto un solo corpo illuminante ad eccezione del
1220 sul quale possono essere montate le cime a più luci con mensole
e a pastorale.
CASI STORICI / REFERENZE
| VENEZIA: I LAMPIONI SUL CANAL GRANDE |
A Venezia, la Neri ha curato il restauro di oltre cento
preziosi pali in ghisa che da più di un secolo si affacciano sul
Canal Grande e sulla riva degli Schiavoni e che decorano altre piazze interne
quali quella dell'Accademia.
L'acqua alta, frequente nella città lagunare, aveva deteriorato profondamente
le foglie di acanto e in alcuni casi si è dovuto ricorrere alla riproduzione
dei decori andati dispersi per restituire al palo l'aspetto originario.
Inoltre è stato rialzato il basamento in pietra per ridurre i rischi
di immersione nell'acqua della base in ghisa, il fenomeno in assoluto più
dannoso per la sopravvivenza del manufatto.
Il restauro non ha interessato le mensole in bronzo, che nel tempo avevano
subito soltanto una modificazione del colore del metallo, comunque inevitabile.
I pali così restaurati rappresentano un patrimonio di grande valore
per la città: la loro varietà di forme e di tipologie è
un elemento di primo piano nell'armonia di uno degli scenari urbani più
suggestivi del mondo.
|
|
| MILANO: I PALI IN GHISA DI PIAZZA
DELLA SCALA |
I quattro candelabri originali, restaurati nel 1998, furono progettati
nel 1914 da Luca Beltrami, senatore e conservatore del Castello, ma l'installazione
risale al 1919, alla fine della guerra.
A distanza di oltre ottant'anni, si è reso necessario un intervento
di restauro molto approfondito ed accurato, reso indispensabile a causa
del rischio di caduta di vari elementi decorativi in ghisa, che le alterazioni
dovute al tempo separavano dalla struttura centrale. Inoltre, in molti casi
i decori che arricchivano i pastorali erano scomparsi. Sono anche venuti
alla luce interventi con colate di cemento per consolidare i punti critici
dei pali.
Molti decori mancavano. Le mensole sono state ricostruite in un'unica fusione
di ghisa, per evitare anche nel futuro facili rotture o cadute.
I pastorali hanno richiesto un intervento più complesso: pulizia,
riproduzione degli elementi decorativi e ricomposizione, seguita da saldatura
e zincatura a caldo, per garantire una protezione duratura e sicura.
I corpi illuminanti sono stati sostituiti con esemplari nuovi, analoghi
ai precedenti.
Il restauro di piazza della Scala è certamente tra i più significativi
e impegnativi compiuti dalla Neri negli ultimi anni.
|
 |
| DUBLINO: I LAMPIONI DEL PONTE O'CONNELL |
Il fiume Liffey, nella città di Dublino, è attraversato
da quindici ponti.
Per la costruzione del ponte O'Connell, nel 1880, l'ingegner Bindon B. Stoney
richiese di utilizzare, per gli arredi di illuminazione a gas, solo materiale
della migliore qualità.
Oggi il deterioramento, avvenuto nel corso del tempo, dei lampioni storici
ha indotto la città irlandese a rivolgersi, per restaurarli adeguatamente,
alla Neri, sulla scorta di un intervento simile svolto a Venezia.
Oggi tutti gli otto lampioni del ponte O'Connell, ingresso alla via principale
di Dublino, testimoniano il successo di questo incarico e la forza di una
passione imprenditoriale che non ha tempo.
|
|
|
BOLOGNA: I CANDELABRI DELLA MONTAGNOLA
|
I candelabri della Montagnola di Bologna, destinati alla grande balaustra
che decora la monumentale scalea, sono caratterizzati da un'altezza contenuta
e da sbracci corti: acquisiscono proporzioni equilibrate grazie alla collocazione
su un basamento in pietra.
La colonna centrale risultava discretamente ben conservata, mentre erano
scomparsi interamente i decori, alcuni dei quali sottratti con il passare
dei decenni.
Il restauro ha riguardato esclusivamente la colonna poiché i decori
sovrapposti sono stati invece riprodotti, ricorrendo, come fonte di documentazione,
alle foglie sopravvissute e conservate a decoro del candelabro donato dal
Comune di Bologna nel 1989 al Museo Italiano della Ghisa e alle fotografie
storiche di archivio.
Gli interventi da realizzare riguardavano il consolidamento della base sulla
colonna, la liberazione delle mensole dai vecchi cavi elettrici interni
e la pulizia di tutte le superfici per evidenziare e riparare piccole alterazioni.
Fra le novità incontrate per il restauro dei pali di Bologna, è
significativa la realizzazione anche dei corpi illuminanti che il Comune
e la Soprintendenza hanno richiesto simili a quelli originali.
Si tratta di tre sfere e di una lanterna centrale per ciascun palo, caratterizzate
dalle ricche cimase decorative poste alla loro sommità. |
|