Murature ed inerzia termica
Il D.Lgs. 311/2006 richiede che nelle zone climatiche A, B, C, D, E la massa superficiale Ms delle chiusure opache verticali sia superiore a 230 kg/m² (al netto di intonaci) laddove il valore medio mensile dell’irradianza sul piano orizzontale Im,s, nel mese di massima insolazione, sia maggiore o uguale a 290 W/m².
La massa superficiale è in ogni caso un requisito importante per garantire il comfort abitativo sia in regime invernale che estivo, a maggior ragione se abbinata ad elevate prestazioni di isolamento termico. In questo contesto i prodotti della linea “Poroton® CVL” della Nuova Lam S.r.l. si pongono al vertice delle prestazioni, abbinando ad eccellenti prestazioni di isolamento termico una massa superficiale ampiamente superiore a quanto richiesto dal D.Lgs. 311/06. Si realizzano infatti murature costituite da blocchi aventi una particolare geometria dei fori finalizzata all’ottenimento delle migliori prestazioni termiche.
L’idea è quella di infittire le file nello spessore del blocco, al fine di creare successive e molteplici camere d’aria che conferiscono all’involucro eccellenti prestazioni. Le caratteristiche termiche delle murature “Poroton® CVL” sono determinate in conformità alle normative di riferimento attualmente vigenti (UNI EN 1745 e UNI EN ISO 6946).
Caratteristiche tecniche

Il comportamento termico in regime estivo:il plus di costruire in POROTON® LAMIn maniera molto riduttiva,componenti dell’involucro edilizio sono spesso descritti da un singolo parametro, la
trasmittanza termica, intesa come capacità di trasmettere istantaneamente il calore da un lato all’altro di una chiusura che separa ambienti a temperatura diversa. Il rilievo attribuito a livello mediatico a questa grandezza è proporzionale all’esigenza di contenere le dispersioni termiche invernali: bassa trasmittanza termica significa, infatti, minor consumo energetico per riscaldamento.
Assumere la trasmittanza come unico indicatore consente di eseguire analisi energetiche semplificate, cioè in regime stazionario, per le quali sono sufficienti dati climatici molto aggregati, su base mensile o addirittura stagionale. Da questo approccio e dai suoi
vantaggi semplificativi scaturisce la cieca tendenza ad isolare sempre più: ma un isolamento estremo può avere controindicazioni nel periodo estivo. Nei climi caldi esso deve essere necessariamente affiancato da adeguati sistemi per controllare e gestire i guadagni gratuiti (fonti di calore all’interno dell’edificio, radiazione solare attraverso le superfici trasparenti, ecc.), altrimenti si determina un sensibile deterioramento delle condizioni di benessere e sorge la necessità di raffrescare artificialmente.
L’isolamento, che trattiene il calore in inverno, durante l’estate svolge la medesima funzione, determinando il potenziale surriscaldamento degli ambienti. Se non si desidera realizzare un involucro completamente slegato dal proprio contesto, dotato di un suo microclima indipendente, in cui anche i ricambi d’aria sono gestiti artificialmente ed è vietato aprire le finestre,ma si vuole invece una casa che interagisca e dialoghi con l’ambiente circostante, modulando intrinsecamente, senza consumare energia, la complessità e la variabilità del clima, allora occorre per forza rinunciare all’approccio semplificativo e considerare anche le proprietà dinamiche dell’involucro edilizio.
Le chiusure opache dotate di una massa consistente accumulano e rilasciano il calore in maniera complessa, non solo smorzando i picchi di temperatura dell’esterno, ma differendoli nel tempo: si tratta della cosiddetta“inerzia termica”, che genera ripercussioni molto rilevanti sulle prestazioni energetiche complessive, tanto in estate quanto in inverno. L’adozione di strategie di raffrescamento passivo basate su tali fenomeni richiede di condurre un’analisi in regime dinamico, ponendosi cioè in una scala temporale molto ristretta, dell’ordine delle ore;questo permette di considerare con il giusto peso fattori come l ’escursione termica giorno-notte e la variazione dell’irraggiamento solare nel corso della giornata. Autorevoli ricerche hanno dimostrato che l’uso avveduto della massa termica ha un notevole effetto positivo sulle condizioni di benessere, sui consumi energetici anche invernali e sui carichi per il raffrescamento.
Se ben progettata, la massa funziona come volano termico, sia d’inverno che d’estate, quando preserva la temperatura media radiante e procura una vera sensazione di freschezza, diversa per qualità da quella che produce il solo raffreddamento dell’aria. È in base a questi semplici principi che le murature in POROTON® LAM possono offrire un contributo importante per un reale e misurabile risparmio energetico.
Biocompatibilità
Il test di cessione effettuato sul nostro materiale esclude che esso possa essere fonte di inquinamento o possa produrre esalazioni di alcun genere, anche in caso di incendio.
A tale proposito è bene ricordare che pregevoli ed accurati studi eseguiti sia in Germania che in Italia hanno escluso nella maniera più assoluta la presenza di residui nocivi all’interno dell’impasto cotto dei blocchi POROTON®.
Si può affermare che il laterizio (normale o alleggerito) è tra i materiali da costruzione a più elevata biocompatibilità, sia per le prestazioni (possibilità di realizzare con una muratura POROTON® monostrato una struttura che svolge contemporaneamente ed egregiamente funzioni statiche, termiche, acustiche,igrometriche, di resistenza al fuoco, favorendo un elevato livello di comfort e benessere abitativo), sia tenendo conto dell’intero ciclo di vita del prodotto, dalla fase di estrazione della materia prima, alla produzione, all’imballo, alla distribuzione, alla eventuale dismissione.
Grazie alla vicinanza delle cave ed al raggio di distribuzione relativamente limitato, l’energia di produzione è notevolmente inferiore a quella richiesta per il cemento, è pari al 15% dell’energia necessaria per l’acciaio ed al 3% di quella necessaria per produrre alluminio.
Ed al termine della propria vita utile può trovare impiego come inerte senza eccessivo uso di energia di trasformazione.