Questa maniglia, progettata per assomigliare ad un doppio cucchiaio capovolto, esplora differenti aspetti tra i quali il valore del pieno e del vuoto, ossia l’illusione che la luce produce attraverso la riflessione su una forma concava e convessa. L'architetto spiega che «la sua plasticità formale, nonostante la totale mancanza di riferimenti geometrici definiti, è ben recepita dal nostro cervello in
quanto in essa vi riconosce i segni della nostra storia. La maniglia ricorda i primi utensili impugnati dall’uomo, ricavati da frammenti di selce, oppure da ossa di animali. La sua configurazione speculare richiama il simbolo cinese yin-yang che è l’espressione del dualismo e della complementarietà universali, designa i valori del positivo e del negativo, il maschile e il femminile, la luce e la
materia, il pieno e il vuoto che sono inseparabili e non in contrapposizione ma in continuità. La vista della piacevole ludicità della forma ci emoziona, così come la manipolazione di un oggetto così raccordato».
La serie comprende: per porta, maniglia con rosetta e bocchetta tonda, maniglia con rosetta e bocchetta quadra, maniglia su placca. Per finestra, martellina D.K., cremonese e maniglione.