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DRYFIX

Sistema di fissaggio per impianto FV o per tegole

AGGIUNGI A MyPRODUCTS Sistema di fissaggio per impianto FV o per tegole DRYFIX - Sitav Engineering

DRYFIX - Pannello con sistema di fissaggio e ventilazione per impianti FV e tegole, coppi, scandole.

Dryfix è la soluzione che garantisce il perfetto serraggio e posizionamento del modulo fotovoltaico con il pannello di copertura: adattandosi ad ogni tipo di altezza e cornice dei moduli, non necessita di una struttura portante in profilati di alluminio. Dryfix si distingue per la sua supremazia sotto ogni aspetto, compresa la versatilità; la sua configurazione e le speciali staffe brevettate possono essere utilizzate su ogni modello o marca di modulo fotovoltaico consentendo la scelta della modalità incentivante, del Titolo II del Conto Energia, maggiormente rispondente ad ogni singola opera. Dryfix rappresenta la nuova proposta riservata a clienti, tecnici ed installatori che pretendono soluzioni innovative, che non transigono sulla qualità delle loro opere e sulle garanzie che intendono prestare ai propri committenti.

Approfondimento

I VANTAGGI DI DRYFIX
•  Dryfix consente di montare i moduli fotovoltaici senza forare la copertura;
•  Dryfix supera tutti i sistemi tradizionali sia per prestazioni tecniche sia per competitivita’ dei prezzi poiche’ non comporta l’impiego di telai per il sostegno dei moduli;
•  Dryfix assicura un’ottima ventilazione della parte inferiore del modulo;
•  Dryfix assicura una maggior durata dei moduli poiche’ questi appoggiano ogni 33 cm quindi risultano meno sollecitati dai carichi presenti in copertura;
•  Dryfix impiega una innovativa tecnologia brevettata per il fissaggio moduli rendendo molto più rapido il montaggio;
•  Dryfix preserva la copertura dai rischi infiltrazioni, mentre i sistemi retrofit tradizionali sono meno sicuri a causa delle numerose forature occorrenti al fissaggio dei moduli (anche se di nuova installazione).
 
Dryfix, a differenza delle altre soluzioni disponibili sul mercato, crea condizioni di maggiore durabilità anche dei moduli fotovoltaici conferendo ad essi un’inedita capacità di resistenza ai carichi accidentali poichè i punti di ancoraggio e di appoggio distano solamente 33 cm. In questo modo il modulo non deve sopportare i gravosi carichi (ad es. il carico neve) e la sua  flessione, praticamente, si annulla e viene assorbita dal pannello sottostante; il frame del modulo non subisce sollecitazioni critiche che potrebbero compromettere la funzionalità del modulo stesso. L’impiego di Dryfix aggiunge un significativo ulteriore vantaggio nella realizzazione di un “tetto fotovoltaico” poiché l’intercapedine che si realizza al di sotto dei moduli garantisce una ventilazione ideale per la resa ottimale dell’impianto fotovoltaico. 
Dryfix comparato ad altri sistemi disponibili sul mercato, si distingue per la sua supremazia sotto ogni aspetto, compresa la versatilità; la sua configurazione e le speciali staffe brevettate possono essere utilizzate su ogni modello o marca di modulo  fotovoltaico consentendo la scelta della modalità incentivante, del Titolo II del Conto Energia, maggiormente rispondente ad ogni singola opera.
  
Dryfix e i sistemi di montaggio dei moduli FV tradizionali: studio comparativo
I sistemi di fissaggio FV si suddividono in due grandi famiglie di prodotti: fissaggio su profilato e fissaggio su greca. Un sistema tradizionale che utilizza un profilato di alluminio o di acciaio inox prevede un foro ogni 1,5 mt. Per fissare così 40 moduli FV standard da 230 watt occorrono mediamente 40 fori. Utilizzando lo stesso sistema, per installare un impianto da 100 kW avremo mediamente 760 fori, sino ad arrivare a 7600 fori per un impianto da un Megawatt. Nei sistemi tradizionali su greca, dei quali fa parte anche Dryfix che a differenza di questi non fora la copertura, occorrono 3520 fori di fissaggio per un impianto da 100 kw e l’enorme quantità di 35200 fori su un impianto da un Megawatt (vedi tabella comparativa). Sono grandi numeri e proprio nei grandi numeri l’esperienza conferma che sono pressochè inevitabili gli errori umani o le difettosità dei materiali che possono compromettere la funzionalità della copertura.
 
Un impianto fotovoltaico deve durare 20 anni o più, ma sono davvero numerosi i casi di “retrofit classico” ove i moduli e/o la struttura in alluminio di supporto degli stessi, vengono fissati sui pannelli di copertura con migliaia di fori e relative viti. Questa soluzione, tanto semplice e diffusa quanto poco funzionale, spesso già nel primo anno dopo l’installazione, presenta copiose infiltrazioni di acque meteoriche e gli interventi riparatori del manto sono 
pressoché impossibili quindi la tenuta all’acqua viene demandata interamente a sigillature in silicone. Anche interventi radicali, quali la sostituzione del tetto, risultano assolutamente antieconomici poiché imporrebbero lo smontaggio dell’intero impianto fotovoltaico. Dryfix supera totalmente questi rischi tramite la sua sezione caratteristica e mediante l’impiego delle speciali staffe brevettate che offrono una enorme resistenza meccanica senza dover utilizzare viti ed i fori che le stesse comportano.
 
Fissaggio del modulo FV su pannello sandwich o lamiera grecata
Il fissaggio, elemento chiave che permette di unire il modulo fotovoltaico alla copertura, deve avere  caratteristiche meccaniche di adeguata resistenza alle sollecitazioni e soprattutto non deve forare la copertura. Dryfix non necessita 
di fori passanti per collegare il modulo al pannello, non occorrono viti, bulloni, rivetti a strappo, viti autoperforanti  con guarnizioni tipo “batz” o guaine interposte in gomma sintetica tra staffa e pannello di copertura.
I fissaggi sopra citati, ovviamente, possono assolvere alla funzione di tenuta all’acqua ma sono le statistiche che evidenziano come, troppo spesso, semplici errori di posizionamento, inclinazione, errata tensione di serraggio, etc..., ossono produrre fenomeni di rottura delle guarnizioni oppure eccessivo allargamento dei fori con rifollamento o dar luogo a micro infiltrazioni che con il tempo ed il gelo si dilatano fino a divenire veri e propri passaggi di acqua verso l’interno. Anche fenomeni meccanici quali pressione e contropressione del vento oppure carichi asimmetrici rappresentati dal triangolo di neve, il ghiaccio delle notti invernali possono creare sollecitazioni sui fissaggi passanti che portano al rifollamento dei fori con conseguente infiltrazione delle acque meteoriche negli edifici.
Dryfix elimina tutti questi rischi, garantisce il massimo risultato poichè sfrutta un principio meccanico che non richiede la foratura del supporto esterno del pannello, le sue caratteristiche impediscono che possa essere  compromessa la 
funzionalità del sistema e assicura maggior durata con minore manutenzione. Dryfix offre risultati di resistenza meccanica molto superiori ai sistemi retrofit standard e la conferma delle sue peculiarità è sancita dall’esito positivo di numerosi  test di laboratorio effettuati presso il TÜV, durante i quali è stato sottoposto a prove di trazione superiori alle condizioni pratiche più severe. Dryfix soddisfa inoltre la regola che il fissaggio debba sempre essere posizionato nel punto più alto del pannello grecato e mai nella parte piana dove scorre l’acqua verso la gronda. 
Dryfix non teme le dilatazioni termiche. Contrariamente alle strutture in alluminio dei sistemi retrofit standard, che esigono un considerevole spazio tra i moduli per compensare i movimenti dovuti alle  dilatazioni termiche del metallo, Dryfix comporta un fissaggio “puntuale” sulla staffa che, con la sua conformazione elastica,  neutralizza gli effetti delle dilatazioni consentendo il montaggio dei moduli più vicini e quindi accogliendo un maggior numero di moduli a parità di superficie occupata

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