Pier Giacomo Castiglioni

Designer

Milano / Italia

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Architetto, designer e accademico, Pier Giacomo Castiglioni (Milano, 1913 - 1968) è tra le figure emblematiche del panorama artistico italiano e internazionale. Nel 1936, quando è ancora uno studente di Architettura del Politecnico di Milano, fonda con il fratello maggiore Livio, anch’egli architetto, e con il compagno di studi Luigi Caccia Dominioni, il suo primo studio in Corso di Porta Nuova. Laureatosi l’anno successivo, inizia fin da subito la sua carriera accademica, come assistente nel corso di Composizione Architettonica, per il quale ottiene la libera docenza nel 1958.

La grande passione di Livio per gli apparecchi radiofonici vale allo studio la collaborazione con Phonola, per la quale i tre architetti realizzano il radio ricevitore 547. L’apparecchio, presentato alla VII Triennale di Milano nel 1940 e premiato con la medaglia d’oro, rivoluziona il design dei radio ricevitori, fino ad allora alloggiati in mobiletti di legno. La scocca in bachelite prende a modello la forma delle macchine da scrivere e dei telefoni dell’epoca, rivelando l’approccio creativo e progettuale che sarà alla base di tutta l’opera di Pier Giacomo. Un linguaggio che tende alla semplificazione delle forme e alla ricerca di soluzioni attraverso la combinazione di oggetti decontestualizzati, i cosiddetti ready-made.

Nel 1938 lo studio progetta il set di posate Caccia per Alessi (1938) ancora oggi nel catalogo del marchio: lodate da Gio Ponti per il design innovativo, oggi sono esposte nella collezione permanente del MoMa di New York. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale segna una pausa nell'attività dello studio, che riaprirà i battenti nel 1944, con l’ingresso del fratello minore Achille, fresco di laurea in architettura, e la partenza di Caccia Dominioni. I tre fratelli lavorano assieme fino al 1952, anno in cui Livio decide di aprire il suo studio.

Impegnati su diversi fronti, dalla progettazione architettonica all’allestimento di padiglioni fieristici e di esposizioni, dal restauro di edifici storici al disegno industriale, Pier Giacomo e Achille sviluppano la loro attività in perfetta simbiosi, firmando tutte le realizzazioni a quattro mani. Tra le tappe più importanti della loro fortunata parabola, vale la pena di citare le mostre Forme e colori nella casa d’oggi a Villa Olmo, Como (1957) e La casa abitata a Firenze (1965), dove i due fratelli presentano oggetti ormai entrati nella storia, come la poltrona Cubo, oggi nella collezione Meritalia di Arflex, gli sgabelli Mezzadro e Sella (Zanotta), oppure la lampada Luminator (Flos) premiata con il Compasso d’Oro nel 1955, la sedia pieghevole Tric o l’orologio Firenze per Alessi. Nel 1956 è tra i fondatori dell’ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e del premio Compasso d’oro, vinto in diverse occasioni, nel 1960 per la sedia T12 per Palini, nel 1962 per la macchina da caffè Pitagora per Cimbali, per lo spillatore per Birra Spinamatic per Poretti nel 1964 e per la cuffia per traduzioni simultanee per Phoebus Alter (1967). Grazie all’amicizia di vecchia data con Dino Gavina, fondatore dell’azienda Flos, i due fratelli progettano lampade leggendarie come Arco, Toio, Tubino, Saliscendi, Snoopy, Splügen Bräu. Quest’ultima lampada, assieme a una serie di bicchieri e a un set di posate, agli arredi e agli spillatori, fa parte del sofisticato progetto della Birreria Splügen Bräu di Corso Europa, oggi demolita, considerata il primo esempio di locale pubblico di design. I due fratelli lavorano assieme fino alla prematura scomparsa di Pier Giacomo, nel 1968. ... Altro ... meno

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