Progettare con i tessuti

Non solo cuscini, tappeti o rivestimento per arredi. Il tessuto diventa parte integrante del progetto, prestandosi ad un utilizzo che va oltre quello meramente decorativo

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Progettare con i tessuti
12/05/2022 - I tessuti nei progetti di interior design rivestono da sempre un ruolo fondamentale. Tende, cuscini, tappeti e rivestimenti in tessuto sono la cifra stilistica a completamento di qualsiasi progetto di interior design.
 
Prima ancora della scelta del tessuto (in fibra naturale o artificiale), della trama e del colore (freddo o caldo), che consente di adeguare l’ambiente ai propri gusti personali, è importante individuare la tipologia di utilizzo del tessuto. La più diffusa è quella a fini esclusivamente decorativi, come cuscini e tappeti. Ma non solo. Oggi il tessuto è anche elemento architettonico. È cioè diventato parte integrante del progetto, prestandosi ad un utilizzo che va oltre quello meramente decorativo.
 

Il tessuto riveste la parete

L’utilizzo dei tessuti nei progetti di interior design come rivestimenti di una parete, un soffitto, un separè o l’anta di un armadio aiuta a rendere più “morbida” la percezione di un ambiente.
 
Nel Chinese Apartment a Shanghai, diff.studio modula la parete del salotto con un soffice rivestimento in pannelli di velluto che si armonizzano con la morbidezza delle poltrone a sacco. Chinese Apartment_ diff.studio 2

Chinese Apartment_ diff.studio


Nella Boutique Parah di Verona, FORO Studio incentra il progetto sull’esclusività e il lusso della clientela tutta al femminile. Protagonisti sono gli arredi e i complementi che esaltano queste caratteristiche come, ad esempio, le ante degli armadi rivestite in morbido e sofisticato velluto color cipria in contrasto con le altre superfici materiche di ripiani e pavimenti. Parah Boutique, Verona_ FORO Studio_Photo ©Francesco Romeo 3

Parah Boutique, Verona_ FORO Studio_Photo ©Francesco Romeo


Il tessuto può anche chiudere un volume. Lago propone ad esempio un sistema di armadio vestibile, composto da un tessuto teso di grandi dimensioni che trasforma le classiche ante in una parete tessile. Sistema Et Voilà by Lago 4

Sistema Et Voilà by Lago

Porta tessile: il tessuto incontra la tecnologia

Con il supporto della tecnologia, il tessuto può essere perfettamente integrato in un sistema e diventare ad esempio porta tessile. Nata negli anni '50, la porta tessile è un complemento d’arredo che può, all’occorrenza, ampliare, delimitare o schermare gli ambienti interni. Ne risulta un elemento architettonico che connette gli spazi in continuità.
 
I sistemi di apertura delle porte tessili dooor, scelte da Archiproducts Milano per lo showroom di via Tortona 31, possono avere differenti tipologie di apertura e, in alcuni casi, le nuove tecnologie permettono il collegamento di più moduli, per una lunghezza potenzialmente infinita, e un allineamento preciso che conferisce fluidità al movimento. dooor, porta tessile con apertura centrale centrata. A destra: porta tessile dooor ad Archiproducts Milano 5

dooor, porta tessile con apertura centrale centrata. A destra: porta tessile dooor ad Archiproducts Milano

Tende: complemento d’arredo o morbida parete?

Elementi tessili per eccellenza, le tende nascono dalla necessità di garantire privacy e proteggere dall’irraggiamento solare. A sinistra: High Desert Retreat_Aidlin Darling Design_ Foto ©Joe Fletcher. A destra: Xinyi Joint Service, Hochu interior design studio 6

A sinistra: High Desert Retreat_Aidlin Darling Design_ Foto ©Joe Fletcher. A destra: Xinyi Joint Service, Hochu interior design studio


Da qualche anno l’utilizzo dei tessuti nei progetti di interior design risponde, tuttavia, ad esigenze anche differenti, consentendo la realizzazione di vere e proprie scenografie domestiche o, sempre più spesso, la separazione spaziale di un unico ambiente.
 
Le tende sono diventate un complemento d’arredo che organizza lo spazio decorandolo.
 
Sono adottate in casa al fine di delimitare ambienti, creare stanze ‘temporanee’ o ricavare angoli privati, ma anche negli studi professionali, nei negozi e nelle strutture ricettive.
 
Nel progetto della North London House, l’architetto Annabel Karim Kassar utilizza un semplice tendaggio per creare la zona notte all’interno di un grande open space. North London House_Annabel Karim Kassar Architects_Photo ©Georges Fessy / David Brook 7

North London House_Annabel Karim Kassar Architects_Photo ©Georges Fessy / David Brook


Nel progetto Cromatica, Studiotamat dà vita a uno schema distributivo ‘contemporaneo’ che lascia ampio margine a soluzioni originali per modulare il grado di privacy e amplificare le possibilità d’uso dei diversi ambienti. Qui la camera degli ospiti è pensata come un’alcova blu, mimetizzata dietro morbide tende color prugna che riprendono il colore delle pareti circostanti. Cromatica_Studiotamat_Photo © Serena Eller Vainicher 8

Cromatica_Studiotamat_Photo © Serena Eller Vainicher


Lo stesso tipo di intervento, volto a delimitare gli spazi in modo più fluido e dinamico, caratterizza il progetto Artchimboldi Menorca di Anna Truyol ed Emma Martí, il cui obiettivo è stato quello di realizzare un intervento minimo e non invasivo, che preservasse la storia e l'anima dello spazio e realizzasse spazi il più possibile diafani. Artchimboldi Menorca_Anna Truyol ed Emma Martí_Photo © Pol Viladoms 9

Artchimboldi Menorca_Anna Truyol ed Emma Martí_Photo © Pol Viladoms


Il tema della flessibilità e dell’adattabilità è alla base del progetto Casa con dispositivo domestico di BDR Bureau.
La casa viene intesa come un sistema aperto che, all’occorrenza, contrae i propri spazi comuni ed espande quelli privati. L’inserimento di un dispositivo indipendente trasforma lo spazio domestico, rendendolo flessibile e adattabile ad esigenze che possono mutare nel tempo.
Il dispositivo è un blocco di servizio delimitato da una tenda colorata, confine effimero che, all’occorrenza, definisce lo spazio privato nascosto. Casa con dispositivo domestico_BDR Bureau_Photo ©Beppe Giardino 10

Casa con dispositivo domestico_BDR Bureau_Photo ©Beppe Giardino


Nel progetto di ristrutturazione dello studio Six N. Five, nel quartiere di Poblenou a Barcellona, Isern Serra trasforma un locale al pianterreno in uno spazio multidisciplinare aperto alla città, concepito come un grande “santuario architettonico” in cui l'impronta dell'artigianato è molto presente.
La necessità di un insieme diversificato di spazi e l'altezza imponente hanno permesso di generare un soppalco per ospitare l'ufficio e il magazzino che può essere chiuso tramite tende, sia in alto che in basso, interpretate come elemento per dividere le diverse aree e consentire diversi gradi di privacy. Six N. Five Studio Renovation_Isern Serra Studio_Photo ©Salva Lopez 11

Six N. Five Studio Renovation_Isern Serra Studio_Photo ©Salva Lopez

 
Uno degli obiettivi del progetto NEXO 2.0 a Barcellona di BONBA studio era progettare un ambiente lavorativo confortevole che favorisse la collaborazione, la produttività e il benessere dei suoi occupanti.
Con l'intento di fornire il comfort di una casa, ma senza perdere la funzionalità di un ufficio, si è deciso di utilizzare tende in velluto blu, di grandi dimensioni e altezza, per dividere lo spazio e favorire il comfort acustico. NEXO 2.0_ BONBA studio_Photo © José Hevia 12

NEXO 2.0_ BONBA studio_Photo © José Hevia


Nel progetto della clinica Impress Madrid Teens, Raúl Sánchez utilizza morbidi tendaggi blu e rossi che creano un contrasto dialettico, cromatico e materico, con gli enormi conci in granito. Impress Madrid Teens, Raúl Sánchez_Photo ©Luis Asin 13

Impress Madrid Teens, Raúl Sánchez_Photo ©Luis Asin


Nella boutique forte_forte di Robert Vattilana a Los Angeles l’ambiente esprime una volontà di semplificazione in cui “luce e materia, curve e rette, solidità e trasparenze si compenetrano”.
Qui, bianche tende di mussola a tutta altezza fungono da setti immateriali e permeabili la cui leggerezza impalpabile è bilanciata dalla geometria angolosa e metallica della parete di fondo di ottone. forte_forte Los Angeles_Robert Vattilana_Photo ©Danilo Scarpati 14

forte_forte Los Angeles_Robert Vattilana_Photo ©Danilo Scarpati


Nel ristorante Rosenthaler 69 a Berlino, nato in tempi post-pandemia, VAUST Studio pone al centro due sinuosi tavoli in cemento, con sedute in granito norvegese e ceppi di legno, il cui spazio è delimitato da tende in lino che, con un sistema di sospensione in alluminio, che lo avvolgono delicatamente. Rosenthaler 69_ VAUST Studio_Photo © Robert Rieger 15

Rosenthaler 69_ VAUST Studio_Photo © Robert Rieger


Nate inizialmente da un’esigenza funzionale e decorativa di filtro interno-esterno, le tende sono diventate a tutti gli effetti un’affascinante e utile quinta scenica “immateriale” che, con un semplice gesto di apertura e chiusura, può conferire ritmo agli spazi o separare gli ambienti.

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