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Il sistema tetto: strati funzionali e loro interscambio

16/06/2023 - Oggi la stratigrafia del tetto è un insieme complesso di strati differenti che, se ben progettati, interagiscono per creare comfort e risparmio energetico. Il “vecchio solaio” freddo ed umido ed il sottotetto che una volta fungeva da deposito creando un vano intermedio dell’edificio a salvaguardia degli ambienti abitativi sottostanti, sono ormai superati da mansarde accoglienti e funzionali.

L’attuale stratigrafia del tetto parte dalla struttura portante che può assumere diverse configurazioni (continue, piane, inclinate) ed essere realizzata in molteplici materiali (legno, in laterocemento, in calcestruzzo armato o in acciaio). In una copertura in legno, l’insieme delle travi portanti sorregge un assito continuo in tavole di legno, che costituisce l’elemento piano sul quale sono posati successivamente gli altri strati funzionali del tetto.  

Nel caso invece di coperture in laterocemento o in cemento armato la struttura può essere costituita da un piano continuo formato direttamente dal solaio inclinato che costituisce le falde del tetto.
Agganciato a questo strato si applicano prodotti il cui ruolo è quello di regolare la diffusione e il passaggio del vapore acqueo evitando così la formazione di condensa negli strati della copertura e in particolare nel materiale isolante, compromettendone le prestazioni e la durabilità.

Link propone NET-MVB/*** o NET-WSL/*** o NET-MVL/** quali barriere al vapore in tessuto in polietilene EN 13984, installate dietro il rivestimento interno (come per esempio il cartongesso), coperte dall'isolamento termico, riducono al minimo il passaggio del vapore attraverso la struttura e riducono anche l'infiltrazione di aria e le perdite di calore (in caso di tenuta ermetica da sovrapposizioni e giunzioni).

Successivamente vien applicato il materiale isolante, indispensabile per realizzare una copertura che rispetti i requisiti minimi di efficienza energetica e confort abitativo, riducendo le spese per il riscaldamento e per il raffrescamento.

Al materiale isolante viene solitamente applicato un film permeabile al vapore in grado di fermare e raccogliere l’acqua che può filtrare dal manto di copertura e la condensa che si può formare nello strato sottotegola, portandola verso il canale di gronda, dove viene smaltita dal sistema di raccolta delle acque meteoriche.

Link propone NET-BBM/**** una membrana funzionale permeabile al vapore e impermeabile con protezione dello strato in polipropilene su entrambi i lati - EN 13859-1, EN 13859-2 la cui funzione è quella di consentire il passaggio del vapore proveniente dall'interno verso l'esterno. Va applicata direttamente sull'isolamento termico, parallelamente alla gronda con una sovrapposizione minima di 15 cm. Il sottofondo è fissato lungo le travi con stecche calibrate creando un adeguato substrato di drenaggio efficace sulla gronda. Vengono tipicamente utilizzate come strato protettivo sussidiario contro l’umidità (penetrazione di acqua liquida, neve soffiata dal vento) e il vento nelle strutture a tetto spiovente.

Le coperture coibentate in modo adeguato con uno strato isolante continuo tendono ad essere prive di ponti termici: quei punti in cui il materiale isolante è interrotto per la presenza di altri elementi, spesso strutturali.
Eccezione fatta per il tetto detto rovescio quale l’inverso del tetto caldo, dove la posizione dell’elemento isolante è ribaltata rispetto allo strato di tenuta che è posto al di sotto di esso e agisce anche da schermo o barriera al vapore. L’isolante è così posto a contatto con l’esterno.

In caso di tetti ventilati si collocano le intercapedini di ventilazione che prendono aria all’altezza delle gronde e la espellono in corrispondenza del colmo, migliorando la coibentazione termica, l’asciugatura della condensa del sottotegola.

Successivamente si passa all’applicazione del manto di copertura. I materiali che possono assolvere a questo ruolo sono molteplici: per i tetti a falde si possono utilizzare coppi o tegole (in laterizio o cemento) o manti in lamiera (in alluminio, rame, zinco, ecc.). Per i tetti piani possono essere usati ghiaia sfusa, pavimentazioni flottanti a quadrotti o in legno, pavimentazioni in ceramica o pietra naturale, ma anche tetti verdi.

La maggior parte delle tecniche di installazione prevedono l’applicazione di un sottofondo per creare un percorso di drenaggio verso la grondaia, per evitare che il vapore acqueo che nella stagione invernale tende a migrare dall’interno verso l’esterno dell’edificio riscaldato trovando l’opposizione del manto impermeabile sotto la copertura, possa condensare e quindi inumidire l’isolante termico adiacente. Un isolante termico bagnato fornisce limitate prestazioni e può subire deformazioni, danneggiando l’intera stratigrafia. Da ciò la necessità di bloccare il vapore prima dell’isolante termico in un punto ad hoc della stratigrafia attraverso apposite barriere che prendono il nome di “freni a vapore”.

Link propone NET-ACL/**** tessuto rivestito in polietilene con protezione bianca non tessuta in polipropilene EN 13859-1 che va appoggiato parallelamente alla grondaia con una sovrapposizione di almeno 15 cm. Il sottofondo è fissato lungo le travi con controsoffitti (minimo 50/50 mm). Queste sollevano le stecche di piastrellatura dal sottofondo e creano un efficace percorso di drenaggio verso la grondaia.

Vengono quindi applicati sopra la copertura i vari dispositivi scelti come le tegole fermaneve, le lastre in vetro per illuminare i sottotetti, i comignoli e le torrette per i fumi e la lattoneria. A fine lavori il tetto si presenta come un “pacchetto” di copertura complesso, bilanciato a livello termo-igrometrico, che fornisce un efficace contributo nell’efficientare il consumo energetico e per la salubrità di tutta l’abitazione.
  

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