La ceramica si ispira al metallo ossidato e alterato dal tempo

La collezione Metamorfosi firmata da Marco Casamonti per CEDIT

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La ceramica si ispira al metallo ossidato e alterato dal tempo
11/09/2018 - Marco Casamonti firma per CEDIT la collezione Metamorfosi, un intervento nato dalla volontà di fissare la bellezza dei processi ossidativi dei metalli in un preciso momento, testimoniando e rendendo percepibile sul piano delle superfici ceramiche di nuova progettazione la progressione delle alterazioni naturali messe in atto dal tempo. 

I differenti cromatismi dei metalli, variabili in virtù delle specifiche cangianze e dei distinti riflessi propri di ciascuna famiglia, sono “fermati” su grandi lastre di ceramica dove, la superficie generosa, resistente e indeformabile è sottoposta alla sfida di bloccare il processo di ossidazione.

Il tempo si ferma se c’è un materiale che riesce a fermarlo” - afferma Casamonti - “e la ceramica rappresenta in tal senso la soluzione ideale”. 
La ricerca è stata finalizzata a cristallizzare, suggellandolo, un particolare punto di equilibrio estetico dove possono agire, sulla composizione, tutti quegli effetti luminosi in grado di evidenziarne la struttura superficiale. L’alterità del metallo è messa al servizio delle lastre di ceramica sulle quali sono così raccontate delle storie in cui il tempo è ancora protagonista di una costante trasformazione, anche se la sua azione metamorfica è concettualizzata in un fermo-immagine astratto. 

Utilizzando le più evolute tecnologie di produzione e forte di una profonda conoscenza dei materiali, Casamonti reinterpreta ottone, ferro brunito e acciaio satinato con ingegno e creatività. In questo progetto tecnica ed estetica si muovono all’unisono; potendo contare sull’uso di grandi formati - con dimensioni non sempre facilmente adottabili nel caso dei metalli - e sulla libertà di espressione e applicazione tanto sul piano orizzontale quanto su quello verticale, si raggiungono soluzioni innovative che si definiscono in modo inatteso nella continuità dello spazio architettonico. Decidendone il grado desiderato di imbrunimento, la quantità e la disposizione delle tracce di ruggine, di aloni e abrasioni, le eccezionali cromie dei metalli vengono fatte vivere grazie alle proprietà del materiale ceramico, usato come elemento di rappresentazione sostanziale del grado di ossidazione perfetta, con un risultato che l’autore definisce propriamente come la trasfigurazione formale de “la patina del tempo”.

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