Link Industries: le zone di ponte termico e l'involucro edilizio

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Link Industries: le zone di ponte termico e l'involucro edilizio
11/12/2018 - Il ponte termico è una zona dell'involucro edilizio in cui vi è una densità di flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti: un punto cioè di intermittenza nei materiali impiegati per separare un ambiente riscaldato da un ambiente non riscaldato.
La dispersione termica dall’interno dell’abitato verso l’esterno è dovuta principalmente da discontinuità che possono avere varie origini:

strutturali, date dall’utilizzo di elementi di forma e materiali differenti, geometriche dovute alla forma dell’edificio (per esempio in corrispondenza di spigoli, tra parete ed infissi o tra parete e solai) o costruttive per inserimento di elementi nelle strutture edilizie che riducono lo spessore della muratura (per esempio il passaggio di impianti idraulici o canne fumarie).

Il progettista, in fase costruttiva o correttiva, dove soppesare attentamente il rapporto tra l’incremento del flusso termico ed il prodotto tra lunghezza del ponte termico / differenza di temperatura tra gli ambienti separati dalla struttura, per evitare che si formino aree di dispersione. Infatti, tali zone, se non opportunamente progettate, sono la causa di svariate problematiche:
- igienico-sanitarie a causa della disuniformità delle temperature si possono creare ampie zone di condensa e di umido che favoriscono il proliferare di batteri riducendo la salubrità delle parti indoor;
- strutturali, col passare del tempo la differente dilatazione termica di materiali diversi a contatto tra loro porta a dei piccoli movimenti che possono causare distacchi e formazione di crepe, con il conseguente degrado dei materiali impiegati;
- energetiche,  in quanto le dispersioni di calore dovute ai ponti termici hanno un'incidenza notevole sull’ aumento dei consumi per il riscaldamento nella stagione fredda e rinfrescamento nella stagione calda.

Con l’entrata in vigore delle norme EN UNI TS 11300, da ottobre 2014, sono stati stabiliti i nuovi criteri per la valutazione della prestazione energetica sia degli edifici esistenti, sia quelli di nuova costruzione e quindi per l’attuazione dei correttivi da applicare.
In presenza di zone di ponte termico i principali interventi riguardano il cappotto termico e l’isolamento delle intercapedini e della copertura, attraverso una coibentazione studiata in maniera ottimale ed eseguita a regola d'arte senza interruzioni e difformità.

Per una corretta applicazione del “Sistema a Cappotto”, quale soluzione composita che prevede l’applicazione con incollaggio e/o fissaggio meccanico di pannelli isolanti sul lato esterno dell’involucro di un edificio, rifiniti superficialmente con un ciclo di rasatura con rete di rinforzo, Link Industries propone reti in fibra di vetro quali elementi di rinforzo del ciclo esterno di rasatura del sistema a cappotto, e per il la copertura consiglia, una serie di membrane traspiranti e di controllo al vapore per la corretta migrazione del flusso di vapore acqueo dall’interno verso l’esterno dell’edificio, anche attraverso la copertura:
- reti in fibra di vetro (elementi di rinforzo del ciclo esterno di rasatura dei sistemi a cappotto) sono un materiale che non arrugginisce, non è attaccabile da agenti biologici, non ha problemi di invecchiamento o deperimento ed, in base alla tipologia scelta, trova largo uso in edilizia per rinforzo del ciclo di rasatura di finitura nei sistemi di isolamento a cappotto ETAG004, oppure come reti per intonaci a spessore o reti per rasature sottili di intonaci.
- membrane traspiranti (che assicurano una copertura impermeabile all'acqua e all’aria, resistenti ai carichi) e membrane di controllo vapore (che regolano il flusso di vapore che migra dall’interno verso l’esterno dell’edificio riscaldato, scongiurando situazioni termoigrometriche critiche con formazione di condense interstiziali o superficiali nella stratigrafia di copertura, soprattutto nei periodi invernali).

Un involucro correttamente progettato è un presidio ottimale per difendere la salubrità dell’aria di ambienti confinati, ridurre la richiesta energetica globale dell’edificio, contenendo al contempo l’emissione di CO2 a vantaggio dell’ ambiente.

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