111 Illuminazione di emergenza

La disponibilità di un impianto d’illuminazione di sicurezza, nei luoghi di lavoro e nelle attività soggette ad affollamento, rappresenta un presidio fondamentale per tutelare la sicurezza degli occupanti e dei soccorritori in caso di emergenza.
Durante o a seguito di un evento critico (incendi, scosse sismiche, alluvioni ecc.), l’alimentazione elettrica ordinaria potrebbe non essere operativa, poiché danneggiata dall’evento stesso o perché opportunamente disattivata dagli addetti al soccorso.
Con l’illuminazione di emergenza, l’impiantistica illuminotecnica può dare un valido contributo alla sicurezza. Sono tanti i casi in cui la continuità del servizio reso dalla luce aiuta gli occupanti a mettersi al sicuro individuando le uscite, percorrendo agevolmente e con velocità le vie di fuga, contrastando il panico che spesso si viene a creare in queste situazioni.
Per evitare qualsiasi pericolo, è fondamentale avere in dotazione delle lampade di emergenza, in modo da evitare problemi nel caso in cui vada via la corrente.

Le diverse funzionalità dell’illuminazione di emergenza

L’illuminazione d’emergenza è un termine generico, che indica quella parte d’illuminazione disponibile anche in assenza dell’alimentazione ordinaria e, in mancanza di quest’ultima, si prefigge la tutela e l’incolumità delle persone durante l’evacuazione di un locale, così come la sicurezza di coloro che sono impegnati a portare a termine un’operazione potenzialmente pericolosa prima di lasciare quell’attività ad alto rischio.
Durante un’emergenza, infatti, si rende necessario tutelare i soccorritori, che devono operare in zone ad alto rischio, e consentire agli addetti di mettere in sicurezza macchinari e impianti nel caso in cui la mancanza dell’energia elettrica e dell’illuminazione ordinaria possano dare origine a conseguenze critiche.
Un’accurata progettazione, che rispetti le norme tecniche di riferimento, innalza il livello di sicurezza e mantiene nel tempo i requisiti richiesti, assicurando la salvaguardia delle persone in caso di eventi critici.

Differenza tra illuminazione di sicurezza e illuminazione di riserva

La principale norma europea di riferimento, la UNI EN 1838 “Illuminazione di emergenza”, stabilisce che cosa si debba intendere col termine emergenza e specifica che l’illuminazione di sicurezza comprende l’illuminazione di sicurezza e l’illuminazione di riserva.
È quindi necessario distinguere gli apparecchi per l’illuminazione di sicurezza e quelli per la segnalazione di sicurezza.
Poiché l’invecchiamento degli apparecchi d’illuminazione di emergenza, come di qualsiasi altro dispositivo, è normale e inevitabile, il mantenimento del loro buon funzionamento implica delle verifiche e una manutenzione periodica. Bisogna infatti essere consapevoli del ruolo e dell’importanza della corretta manutenzione degli impianti di illuminazione di emergenza, evidenziando gli obblighi di legge connessi e i profili di responsabilità relativi a tali obblighi.
L’illuminazione di sicurezza è finalizzata alla mobilità delle persone ed è in grado di prevenire un possibile danno umano, mentre l’illuminazione di riserva consente di continuare a svolgere le attività correnti e permette di prevenire un possibile danno economico. In quest’ultimo caso, il livello d’illuminamento deve essere almeno pari a quello dell’illuminazione ordinaria e si ammette un illuminamento inferiore solo per portare a termine le operazioni in corso.
La luce per la sicurezza deve essere distribuita nelle zone da considerare critiche, quindi le uscite verso l’esterno, i percorsi di evacuazione, i gradini, i passaggi, i dislivelli, le scale, i luoghi con presenza di ostacoli.
L’illuminazione deve garantire un adeguato rischiaramento e, allo stesso tempo, fungere da guida visiva, segnalando chiaramente alle persone le vie di evacuazione studiate in fase di progettazione come le più funzionali per preservare le loro incolumità e messa in salvo.
Con l’illuminazione di sicurezza si perseguono quindi tre obiettivi: rendere percorribili le vie di esodo, evitare situazioni di panico, garantire la sicurezza di persone impegnate in lavori o situazioni rischiose.
L’illuminazione di sicurezza per l’esodo deve garantire un adeguato livello d’illuminazione delle vie di fuga e una sicura individuazione delle uscite di sicurezza dell’edificio. Deve assicurare, inoltre, l’immediata identificazione degli allarmi e delle attrezzature antincendio lungo le vie di fuga.
L’illuminazione di sicurezza antipanico serve a evitare il panico e a fornire l’illuminazione necessaria affinché le persone possano raggiungere le uscite di sicurezza; ciò si rende particolarmente utile in locali aperti al pubblico, ospedali, case di riposo per anziani, teatri, impianti sportivi al chiuso, ecc.
L’illuminazione di sicurezza per luoghi ad alto rischio deve assicurare l’esecuzione di procedure di messa in sicurezza da eventuali processi potenzialmente pericolosi; questo si traduce in livelli minimi di illuminamento maggiori e maggiore tempestività.

Dove installare le lampade di emergenza

L’illuminazione di sicurezza può essere realizzata con impianti centralizzati e/o singoli apparecchi d’illuminazione con alimentazione autonoma. Nella fase di progettazione e in quella di realizzazione dell’impianto, devono essere tenute presenti determinate caratteristiche tecniche quali il tempo di intervento dell’alimentazione di riserva, l’autonomia, il livello di illuminamento minimo e il tempo di ricarica degli accumulatori.
L’illuminazione di sicurezza e di emergenza deve essere installata obbligatoriamente seguendo le norme e i Decreti Ministeriali: le luci vanno messe in qualsiasi ambiente affollato, come scuole e luoghi di lavoro, ospedali, locali per lo spettacolo ecc. L’illuminazione di emergenza, inoltre, deve essere installata obbligatoriamente anche in casa.

Come sceglierle le giuste lampade di emergenza per ogni ambiente

Si pensa spesso alle luci di emergenza come a componenti asettici, elementi di disturbo nell’arredamento di un ambiente, ma non è necessariamente così: sono infatti diverse le aziende che propongono prodotti validi e affidabili dal punto di vista normativo, senza trascurarne l’aspetto estetico.
Le lampade di emergenza devono riuscire a mimetizzarsi ed essere meno appariscenti, il più possibile integrate col resto dell’ambiente.
Un’altra questione importante riguarda i consumi: per ridurli e per rispettare l’ambiente, sono state create delle lampade di emergenza a LED, che richiedono un’energia notevolmente inferiore per l’utilizzo continuo e la ricarica. Inoltre, le lampade a LED hanno una durata di gran lunga superiore rispetto agli altri tipi di illuminazione e non contengono gas nocivi e sostanze tossiche. ... Altro ... meno
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