2.402 Letti

I letti costituiscono l’elemento principale nell’arredo della zona notte: oltre alla loro funzione primaria legata al riposo, infatti, il design del letto è continuamente oggetto di sperimentazione stilistica e formale. Questo permette di arredare la camera da letto, oltre che con soluzioni versatili e adattive in termini strettamente funzionali, anche con modelli capaci di essere protagonisti dello spazio attraverso materiali, colorazioni, imbottiture e tessuti dall’abbinamento ben studiato.
Che sia pensato per la camera matrimoniale o per la cameretta dei bambini, per una camera con studio per i ragazzi o per un angolo letto di un piccolo monolocale, o ancora che si collochi in un altro ambiente della casa pronto a trasformarsi in una camera in più per gli ospiti, il letto unisce in maniera efficace funzionalità ed estetica.
A supporto di una tale varietà di esigenze, spesso in combinazione tra loro, in commercio sono disponibili moltissime tipologie di letto: dai classici e immancabili letti matrimoniali e letti singoli a tutte le dimensioni e forme intermedie, come i letti a una piazza e mezza o i letti alla francese; dal letto contenitore, che sfrutta lo spazio sotto la rete, al letto a baldacchino, la cui estetica romantica, ereditata dal passato, risponde oggi a nuove esigenze; dai letti a castello, ideali in spazi ridotti o comunque sviluppati in altezza piuttosto che in pianta, fino ai divani letto e ai letti trasformabili o ai letti a scomparsa, soluzioni salvaspazio che non ingombrano e che, più o meno inaspettatamente, trovano posto all’interno di altri mobili e ambienti al fine di sfruttare con versatilità uno stesso spazio a disposizione ma in momenti diversi della giornata.
Infiniti mix di componenti, stili, materiali, colori e rivestimenti fanno poi il resto in un letto e nel suo habitat per garantire sempre e comunque un sonno perfetto!

Funzionalità, design e stili: tutti gli aspetti in gioco nella scelta di un letto

In una camera da letto così come in una zona notte in genere, nella scelta del letto è indispensabile valutare innanzitutto accuratamente lo spazio a disposizione per evitare di scegliere un modello troppo ingombrante. Infatti, dai letti king size e matrimoniali ai modelli via via più piccoli, compatti fino a quelli a scomparsa, i modelli disponibili si adattano a qualsiasi contesto e rispondono a ogni tipo di esigenza.
Un’altra necessità non trascurabile nella scelta di un letto, quale arredo destinato a stare a stretto contatto con tutto il corpo e per molte ore di seguito, è quella di essere costituito da materiali resistenti, facilmente lavabili, naturali, anallergici e privi di formaldeide, proponendosi esso inoltre tra gli arredi a cui, più degli altri, si richiede di durare nel tempo.
Che si tratti poi di letti matrimoniali o letti singoli, i rispettivi materiali, colori e componenti si potranno fondere in modelli e stili sempre diversi, per tutte le esigenze funzionali ed estetiche possibili.
E la scelta - per dimensioni, forma ed estetica - necessariamente è condizionata dall’elemento di base - la struttura letto - che può essere in legno, massello o multistrato, laccato o naturale, o in metallo, come il ferro battuto, l’ottone, l’acciaio o il più leggero alluminio. Il materiale scelto per il design della struttura può essere poi declinato in soluzioni dal gusto classico, caratterizzate da lavorazioni e imbottiture più voluminose, o in proposte contemporanee, minimali, più adatte ad una moderna concezione e ottimizzazione degli spazi.
Sicuramente la struttura più snella e leggera dei letti moderni, basati su materiali e tecnologie di produzione e assemblaggio innovative, permette di minimizzare l’ingombro nella zona notte e di inserirli in una varietà di contesti, con più gradi di libertà e con più facilità rispetto al passato.

Come posizionare il letto all’interno della camera

L'arredamento di una zona notte ha il fine principale di offrire uno spazio per rilassarsi, soprattutto la sera al rientro dal lavoro, permettendo in generale di godersi momenti di relax.
Il letto materializza infatti il relax e la comodità quali funzioni principali di una camera da letto, permettendo un riposo perfetto durante la notte e in qualsiasi momento si renda necessario sdraiarsi per dormire o anche solo rilassarsi, magari vedendo la tv o leggendo un libro, se non addirittura diventando il più morbido ufficio per leggere o scrivere su computer o tablet in un’atmosfera più intima e leggera.
La prima variabile da definire è se esso sia destinato ad ospitare una sola o due persone: in funzione di ciò pertanto un letto può essere rispettivamente singolo, a una piazza o una piazza e mezza, oppure doppio o matrimoniale, a due piazze o king size, passando per i vari formati intermedi.
Le dimensioni della stanza d’altro canto costituiscono una discriminante fondamentale, compresi gli ingombri delle aperture di porte, finestre, armadi ad ante e passaggi in generale: almeno 50 cm intorno al letto, che diventano 70 cm in caso di apertura dell'armadio. Vanno tenuti presenti poi accessi vari, lampade e prese elettriche, oltre agli altri arredi quali: comodini, tavolini, cassettiere, poltrone e panche.
Se lo spazio lo permette, uno spessore maggiore può essere previsto per concedersi una testiera alta e imbottita, comodissima per leggere o guardare la tv a letto.
Se invece lo spazio è minimo, non potendo rinunciare ai suddetti ingombri e corridoi, una soluzione potrà essere quella di confinare il letto in un angolo, dimezzando così i corridoi laterali, oppure sollevandolo su un piccolo mobile-soppalco e ricavando al di sotto altre funzioni. L’altezza del soffitto di una camera da letto, infatti, rende possibile l’utilizzo sia di un baldacchino, quasi ‘stanza nella stanza’, sia di un soppalco, anche sopraelevando di poco il piano del letto vero e proprio a favore dell’integrazione al di sotto di nuove funzioni, quali cabine e armadi o un angolo studio sotto di esso.

Scopriamo come è fatto il letto: componenti e materiali principali

Com’è composto un letto? Nella tradizione occidentale, rispetto a quella orientale, il letto è un mobile complesso composto da diverse parti.
Essenziale è la base, che di fatto è la base che accoglierà il materasso, la quale può essere sia una struttura semplice, cioè un piano rialzato su supporti verticali, o gambe, con la funzione di distanziare il piano del riposo più o meno da terra, oppure può avere la forma di un involucro parallelepipedo chiuso, con o senza contenitore interno, la cui superficie di riposo può assumere a volte varie posizioni con movimento meccanico o elettrico.
Vi è poi la rete, il cui scopo è il sostegno primario al corpo che vi è disteso, a meno dell’interposizione del materasso, e può esser fatta di differenti materiali: dalla comune rete in tessuto in acciaio, a maglie più o meno larghe e rigide, alle strutture e reti a doghe in legno, secondo la flessibilità richiesta.
Base e rete costituiscono insieme l’effettiva struttura del letto, che, in termini di materiali, resta tradizionalmente legata a legno e metallo, laddove eventuali materiali morbidi - pellami, eco pelle, tessuti, ecc. – ed eventuali imbottiture ne caratterizzano il rivestimento, sfoderabile o meno in funzione della necessità di una più facile pulizia. In tempi recenti questa combinazione, cioè la base letto con gambe e senza testiera, viene proposta anche come oggetto unico col nome di sommier.
Parlando di struttura, i legni europei tagliati e assemblati tradizionalmente hanno fatto letteralmente la storia del letto occidentale fin dall’antichità; il legno curvato, da Michael Thonet ad Alvar Aalto, ha offerto nuove forme e resistenze ai materiali tradizionali; mentre prodotti vegetali naturalmente resistenti ma più flessibili, come il bambù e il rattan, utilizzati vantaggiosamente soprattutto per la produzione di arredi outdoor, hanno aperto la strada a nuove strutture e combinazioni di esse, dando forma a molti arredi e quindi anche ai letti in stile etnico.
Passando poi alle strutture letto in metallo, sicuramente il ferro battuto e, dall’800, l’ottone sono stati tra i materiali metallici più utilizzati lungo la storia, prima che trovassero spazio, nell’arredo contemporaneo, materiali più innovativi e sicuramente più economici e quindi comparissero letti in acciaio, letti in alluminio o realizzati in leghe leggere o con fibre di carbonio, laddove non addirittura in parte in vetro.
Di fondamentale importanza è poi il materasso che, interponendo uno strato morbido tra la struttura di base con relativa rete ed il corpo che vi riposa, ne costituisce la parte decisiva in termini di comfort. Per tale motivo, proprio in base alle personalissime esigenze di ciascun utilizzatore, il materasso può essere realizzato con moltissimi materiali e stratificazioni, raggiungendo di conseguenza differenti altezze, cosa importante di cui tener conto nella scelta dell’altezza della base: entrambi gli spessori, infatti, in combinazione, concorrono a raggiungere il piano finale del letto, favorendo, secondo lo specifico utilizzatore finale, il passaggio da posizione eretta a orizzontale e viceversa.
I materiali costituenti un materasso, anche attraverso le fasi di evoluzione storica del letto, sono stati rispettivamente: foglie, paglia e lana fino al secolo scorso, giungendo poi ai materassi a molle tradizionali (o Bonnell) e alle attuali molle indipendenti o insacchettate, con portanza differenziata e sicuramente più igieniche.
Attualmente però sul mercato si sono sempre più imposti i materassi in materiali sintetici ipoallergenici con una sempre maggiore tendenza a quelli in lattice e a memoria di forma, entrambi indicati per chi predilige un supporto ergonomico capace di alleviare il dolore articolare e muscolare, distribuendo il peso corporeo su tutta la superficie di contatto. I materassi a memoria di forma sono composti di materiali viscoelastici, che cioè reagiscono al carico corporeo in maniera selettiva ‘memorizzando’ forma e peso di ciascuna sua parte senza pressioni, offrendo così un sostegno incredibilmente preciso e confortevole, dando al contempo una posizione ottimale alla colonna vertebrale e favorendo una corretta circolazione sanguigna. In alternativa a quelli in memory foam, i materassi in lattice naturale di gomma (ve ne sono anche di lattice sintetico, infatti) sono ideali per chi predilige un materasso naturale ed ecologico, anatomico ma senza affondo, quindi solido e con una risposta elastica superiore rispetto ai modelli in memory, che al contrario sono particolarmente indicati in caso di sensibilità alle pressioni locali. In termini di temperatura, i materassi in lattice naturale sono più freschi dei prodotti a base viscoelastica, che invece si surriscaldano col calore del corpo durante la notte, motivo per cui sono disponibili anche materassi in memory foam in gel, più freschi, e in generale una serie potenzialmente infinita di materassi compositi che integrano i suddetti sistemi, spesso aerandoli con canali e forature varie. Una stratificazione semplice poi può essere realizzata anche attraverso l’accoppiamento di un materasso più rigido di base e di un materasso sottile, a crearne l’ultimo strato più morbido e confortevole.
Infine, totalmente alternativi ai precedenti, troviamo i materassi ad acqua e i materassi a pressione variabile, molto utilizzati negli ospedali e in generale in casi di lunghe degenze per la prevenzione delle complicanze da decubito. Un discorso a parte meritano poi i materassi gonfiabili ad aria, contingenti e portatili, adatti al riposo all’aria aperta o in camping e quindi indipendenti da una struttura e dal concetto stesso di arredo, divenendo alternativi al letto stesso.
Altro ‘pezzo’ importante del letto, ma non universalmente utilizzato, è il cuscino, che interpone uno spessore morbido tra il materasso e la testa dell’utilizzatore, al fine di sostenerla e rialzarla leggermente rispetto al resto del corpo. Il cuscino, però, essendo a stretto contatto col viso, è realizzato in materiali più morbidi rispetto al materasso, e quindi sarà costituito da un’unica sagoma di lattice o schiuma viscoelastica, laddove necessitino modelli anatomici a sostegno delle vertebre cervicali, oppure consisterà più semplicemente di una federa riempita con piume d'oca, lana, cotone o altre fibre, che sono di fatto l’archetipo del cuscino tradizionale.
A corredo del letto, poi, fin dai tempi antichi, lenzuola, coperte e piumini, stratificate in materiali e spessori differenti, modulano la temperatura a contatto con l’utilizzatore, secondo le stagioni e le personali esigenze. Inoltre, sono tradizionalmente elementi decorativi superficiali del piano del letto, capaci di adattarlo di volta in volta a stili e mood differenti con la facilità di un cambio d’abito!
Infine, coprirete, coprimaterasso e copriletto ricoprono le corrispondenti parti del letto, proteggendole soprattutto da polvere esterna e traspirazione corporea interna.
Fin qui è ciò che è avvenuto soprattutto in Occidente e in Europa, nei secoli, ma spostandosi invece ad osservare la tradizione orientale, il letto si semplifica moltissimo, quasi perdendo la sua caratteristica di arredo fisso, riducendosi a un unico componente, il letto ‘futon’, che è un letto-materasso portatile, utilizzabile all’occorrenza disteso sul pavimento o su una stuoia con funzione isolante, detta tatami, tradizionalmente in paglia di riso rivestita di giunco. Il futon, giaciglio tradizionale della cultura giapponese, significa letteralmente 'materasso arrotolato" ed è realizzato in cotone, rigido, sottile e arrotolabile.

Gli accessori e i componenti che aggiungono versatilità al letto

Ad integrazione del letto nelle sue componenti essenziali, troviamo spesso vari accessori e componenti aggiuntivi, che ne hanno però nel tempo caratterizzato stili e funzioni in modo differente, imponendosi presto come altre parti imprescindibili del letto e del suo spazio vitale, divenendo quasi essenziali nei letti di design contemporanei.
Partendo nuovamente dalla struttura, vediamo come essa può essere declinata oggi nella sua variante imbottita dando vita a una delle tipologie di letto, il letto imbottito, sempre più amate e imprescindibili nella produzione di moltissimi dei brand sul mercato degli arredi per la zona notte e delle sedute imbottite, collocandosi infatti all’intersezione delle due produzioni. Il letto imbottito, che sia un letto in tessuto o in pelle, prevede la presenza di una testiera con struttura in legno o metallo, rivestita successivamente di tessuto, pelle o eco-pelle, questi ultimi due più vantaggiosi dal punto di vista della pulizia anche solo con il passaggio di un panno umido, e con imbottitura possibilmente ignifuga, in genere realizzata in schiuma di poliestere o poliuretanica o ancora in schiuma di lattice. Il rivestimento può essere fisso, trapuntato o capitonné, oppure sfoderabile e quindi periodicamente lavabile nonché facilmente sostituibile, per dar spazio a creatività e versatilità.
Un letto imbottito ha la caratteristica di cambiare totalmente stile e carattere in base al suo rivestimento, dalla classica e solenne pelle, vera o sintetica, alla morbidezza romantica e modernamente avvolgente del velluto, alla raffinatezza della seta, alla freschezza del cotone e del lino e alle infinite combinazioni materiche, soprattutto grazie ai tessuti sintetici e ai tessili innovativi, tutti poi declinabili nelle infinite combinazioni di colori e fantasie.
Il letto imbottito, poi, laddove non si tratti unicamente di un sommier, si accompagna imprescindibilmente ad un elemento integrativo immancabile nella tradizione europea: la testiera o testata, a cui l’imbottitura stessa dà massima espressione e utilità, al pari della spalliera di un divano, e proprio come un divano, troviamo letti con testiera alta o con testiera capitonné, fino alle sempre più frequenti testiere regolabili, capaci non solo di offrire il relax morbido e protettivo della sola imbottitura, che funge quindi già da cuscino o poggiatesta, ma di adattarsi completamente, inclinandosi o avvolgendo chi riposa o chi vi si appoggia per leggere o per vedere la tv.
La testiera del letto però non è presente soltanto nei letti con imbottitura, sicuramente vantaggiosi anche dal punto di vista dell’isolamento termoacustico, bensì trova la sua origine molto indietro nel tempo, già accennata nelle decorazioni intarsiate o con tessuti trapuntati dei letti nobiliari romani. L’evoluzione storica della testata l’ha inoltre stabilizzata sempre più nel letto occidentale moderno, di cui è elemento spesso imprescindibile, declinata in moltissimi materiali, dal legno al rattan, dal ferro battuto all’ottone, e così via, secondo i vari stili e strutture.
La testiera, inoltre, può integrare anche ripiani o portaoggetti, utili per accogliere libri o lampade, quando essa non contiene già un’illuminazione incorporata, ma può anche nascondere uno spazio guardaroba, nel letto con testiera contenitore, utile per conservare cuscini e coperte, fino a divenire un vero e proprio armadio, affermandosi pertanto come complemento dalle molteplici utilità, capace di valorizzare la zona notte, sia caratterizzandone lo stile sia moltiplicando spazi e funzionalità.
Non sempre presente, perché con una funzione più estetica che pratica, è la pediera, che contrappone, ai piedi del letto, un piano verticale speculare alla testata. Sicuramente si tratta di un elemento di ingombro che trova maggiore respiro in una camera da letto ampia e meno in uno spazio con passaggi essenziali, in cui può trasformarsi decisamente in un ostacolo.
Se la testiera e la pediera creano una specie di confine verticale al piano orizzontale del riposo, contenitori e cassetti integrati al letto ne riempiono il volume residuo, sfruttandone spesso la parte inferiore, tra la la rete e il pavimento, moltiplicando così lo spazio contenitivo.
Il letto con contenitore pur avendo origine antica, ha negli ultimi decenni sviluppato nuove tecnologie di apertura del vano contenitore stesso, per un sempre più facile utilizzo. Infatti, il meccanismo di sollevamento della rete, inclinato o parallelo rispetto al pavimento, consente di riporre e recuperare facilmente sotto il letto: coperte, piumoni, cuscini e contenitori vari, il tessile per il letto così come i cambi di stagione, che ne rendono il prelievo occasionale. Un letto contenitore può inoltre vantaggiosamente supplire all’assenza o insufficienza di un armadio, benché in genere le sue dimensioni richiedano una superficie leggermente maggiore rispetto a un letto composto dal solo telaio lineare della struttura.
L’esigenza di spazio diventa ancora maggiore se al posto di un contenitore accessibile per sollevamento di rete e materasso si desidera utilizzare dei cassetti scorrevoli, che hanno però il vantaggio di essere accessibili anche in fase di utilizzo del letto. Più semplicemente l’altezza di un letto dal pavimento può essere sfruttata per riporvi al di sotto delle semplici scatole.
Per tenere invece in ordine e a portata di mano gli oggetti quotidiani, quali ad esempio il libro o la rivista che si sta leggendo, la sveglia o il telefono, è possibile affiancare al letto dei comodini con ante e cassetti o semplici e leggeri tavolini, versatili alleati di ordine e stile in ogni angolo della casa. Anche una o più mensole, con o senza illuminazione integrata a LED, possono rispondere alla stessa funzione, soprattutto dove lo spazio a disposizione è limitato alla sola parete.
A completare la zona notte e storicamente associati al letto come arredi di una camera, troviamo poi i contenitori, come armadi, guardaroba e cassettiere, o sedute come poltroncine e panche, i piani operativi come scrittoi e toelette, e ancora complementi come specchi, lampade e tappeti. In caso di cameretta per bambini o ragazzi potremmo trovare in sostituzione poi scrivanie per lo studio o soppalchi e armadi a ponte, con mille soluzioni integrate e versatili per lo studio e il gioco.

Singolo, matrimoniale, alla francese, queen e king size: scopriamo tutte le dimensioni del letto

Ogni paese, popolo e tradizione ha sviluppato una sua nomenclatura per definire le dimensioni legate a un letto. In particolare in Italia, ove le misure del letto, dette anche ‘piazze’, legate alle dimensioni in larghezza, hanno generato una classificazione in 5 categorie, in ordine crescente: il letto singolo o a una piazza, in genere largo 80–90 cm e destinato in termini di comodità ad una persona sola; il letto a una piazza e mezza, largo 120 cm, destinato sempre a una sola persona, ma in cui è possibile stringersi anche in due; a seguire, con 20 cm in più, si passa al letto alla francese o a piazza francese, che misura 140 cm; si arriva poi al classico letto matrimoniale o letto a due piazze o letto doppio, la cui larghezza oscilla tra i 160–180 cm; infine, benché ormai molto raro, vi è il letto a tre piazze o letto osimano, largo 180–210 cm, pensato per accogliere un’intera famiglia con uno o due bimbi.
Ma questi standard cambiano di continente in continente e di paese in paese.
In generale in Europa la divisione più comune è in letto singolo (con dimensioni che oscillano tra i 75 cm minimi in Norvegia fino ai 120 cm) e letto doppio con larghezze possibili 160, 180 and 200 cm, di cui la più comune e trasversale è quella di 180 cm.
Se si dorme invece in Portogallo, nei paesi anglosassoni o in Nord America, affiora una nuova classificazione che sostanzialmente ha in comune la classificazione in letti singoli (single o twin) e a seguire in Queen Size (160 cm × 190 cm) e King Size (180 cm × 190 cm), fino ai più recenti e comodi California King (183 × 212 cm) o Super King Size (180 × 200 cm). Classificazioni simili sono state inoltre acquisite anche dai paesi dell’area indiana e indonesiana, nonché in Cina, mentre la classificazione giapponese è a parte e segue degli standard specifici del paese.
In tutte queste misure, in ogni caso, imprescindibile è l'ergonomia.
Focalizzando sulla classificazione italiana, partiamo dal letto singolo che, per le sue dimensioni, è il tipico letto per un solo occupante, che sia un bambino o un adulto, ed è sicuramente il più facile da sistemare nell’arredo di una camera, che sia una cameretta o una camera per gli ospiti, un angolo riposo in un living o in uno studio, in cui può fungere da dormeuse, e grazie alle più recenti combinazioni, può anche dar spazio al di sotto, con pochi cm in più, ad un comodo letto supplementare per gli ospiti.
Il letto matrimoniale, invece, che abbiamo visto occupare in genere 160 cm per il lato corto e 200 cm per quello lungo, non è più solo appannaggio delle coppie, ma, per la sua comodità, è sempre più scelto anche dai single, assicurando senz’altro un migliore stato psico-fisico al risveglio. Accessoriato di contenitori, testiere attrezzate e cassetti, incarna l’essenza stessa della camera che lo accoglie. Inoltre, nel suo formato matrimoniale, il letto non è collocabile ovunque, richiede infatti uno spazio dedicato ed eredita dall’antichità la vocazione di arredo intimo e riservato, lontano dalla zona giorno, quando possibile, o celato su un piano differente, che sia un mobile o un vero e proprio soppalco sospeso. Ciò pur trascorrendovi buona parte della giornata: dalla notte, per cui nasce, fino ad altre mille funzioni che oggi fanno della camera e soprattutto del letto uno spazio multifunzionale, complici le dimensioni sempre più compatte dei moderni appartamenti. Il letto doppio, infatti, grazie al suo spazio, può trasformarsi di volta in volta in vera e propria area relax, per ascoltare musica o per la lettura, ma anche in area lavoro, complice un computer o un tablet.
Una via di mezzo è poi costituita dal letto a una piazza e mezza, più comodo del singolo ma più facile da adattare in un minore spazio rispetto al matrimoniale e, pur meno comune, recentemente diffusosi anche nel nostro paese.
A volte erroneamente confuso con la piazza e mezza, il letto alla francese segue in ordine di larghezza il precedente, superandolo di 20 centimetri, quindi con una larghezza di circa 140 centimetri.
In ogni caso, queste due dimensioni intermedie del letto sono lo specchio di questi tempi, in cui la versatilità degli stili di vita si riflette anche nella versatilità degli spazi occupati, primo fra tutti quello di un arredo ‘importante’ e fondamentale come il letto. E infatti entrambi i formati risultano soluzioni molto frequenti nelle camere degli ospiti, nelle seconde case così come negli hotel. Nella versione pieghevole a scomparsa, inoltre, sono ottimi letti supplementari che, quando non utilizzati per dormirci, possono assumere anch’essi la forma di letti divano.
Il letto dunque si presta ad essere declinato – e a declinare - lo spazio che lo circonda in più stili: classico o contemporaneo, scandinavo o etnico, minimale o ricco di decori e imbottiture, così come in infiniti materiali, forme, colori e fantasie che, insieme al corredo, ‘vestono’ di charme e carattere quello che è nato semplicemente come un angolo per dormire e ripararsi.
In generale occorre però tener conto che il letto, oltre ad avere una grande versatilità funzionale, possiede anche un’imprescindibile centralità visiva e volumetrica, per cui le dimensioni non sono secondarie, visto che, se eccessive o troppo ridotte, possono compromettere nel complesso l'immagine della camera da letto. Anche componenti, decori e rivestimenti che assecondano troppo le mode, e quindi facilmente obsolescenti, nonché l’eventuale poca resistenza della struttura e dei suoi accessori sono scelte possibilmente da fare molto consapevolmente se non evitare del tutto.

I mille volti del letto: soluzioni trasformiste e combinazioni più o meno note

A supporto delle mille necessità ormai conviventi in una casa contemporanea, dalle dimensioni sempre più ridotte ma dalle funzioni cresciute a dismisura, nuove forme di letto vengono incontro a quest’esigenza: dai letti supplementari a scomparsa ai divani letto è infatti possibile oggi trovare sul mercato moltissime soluzioni e combinazioni di letti trasformabili in grado di combinare in un solo arredo la salutare comodità per il riposo di notte con piani e ripiani aggiuntivi, versatili pouf o ancora il morbido relax di un divano, necessari invece di giorno.
Il divano letto, arredo trasformabile per eccellenza, può diventare, con pochi e rapidi gesti, sia un letto singolo – possibile anche con una più compatta poltrona letto – sia un più capiente letto matrimoniale, adattandosi alle esigenze di case e vani di dimensione ridotte, quali ad esempio i monolocali.
Facilmente movimentabile attraverso la rotazione delle sue parti pieghevoli o lo scorrere di piani estraibili, il divano letto è completato molto spesso da cassetti e schienali attrezzati per riporre le parti complementari al letto una volta chiuso, così da riordinare in un attimo il corrispondente angolo relax nella zona living, in zona notte o anche in un disimpegno o ingresso più ampio che durante la notte son diventati praticamente una camera da letto in più.
Vi sono poi i letti estraibili o ribaltabili, che nascondono rispettivamente al di sotto o sulla parete un letto aggiuntivo, così da estrarlo o nasconderlo e richiuderlo quando non utilizzato. 
Facilmente integrabili ad un letto standard, poi ci sono i già citati letti con contenitore, nel cui spazio, che sia sotto o che sia nello spessore della testata, è possibile vantaggiosamente riporre di tutto, dalle lenzuola ai vestiti. Inoltre, i sempre più comodi meccanismi di apertura, permettono queste operazioni, stagionali o quotidiane, praticamente senza fatica. Alcuni modelli contengono addirittura delle testiere attrezzate che sono vere e proprie pareti integrate al letto, dietro le quali è possibile occultare anche un guardaroba o una scaffalatura, facendone di fatto un divisorio attrezzato sostitutivo della parete.
In un ambiente molto piccolo, in cui non è possibile posizionare due posti letto sulla superficie del pavimento, si può provare ad inserire i due letti nello spazio di uno solo e quindi procedere in altezza, sopraelevando il secondo letto sia sul primo, parallelamente, con un intramontabile letto a castello, sia sopraelevandone un altro ruotato di 90°, il modello ad angolo o ad a L, con una struttura tipica delle camerette dei ragazzi ma utili anche nelle camere degli ospiti, o, infine, sollevando solo il letto su un soppalco, per lasciar spazio al di sotto a una scrivania o un armadio o mobile contenitore, un divano o una poltrona o ancora un altro letto, magari singolo, sotto il letto a soppalco principale, in una forma più contemporanea e versatile di letto a castello.
Per risalire un po’ alle origini di questo curioso e compatto arredo, è bene ricordare che il letto a castello nasce per l’utilizzo in spazi inevitabilmente angusti, come le cabine a bordo delle navi e gli scompartimenti dei treni, dove per lavoro, soprattutto sulle navi commerciali e mercantili, vi si poteva vivere per mesi, vedendo pochissimo casa e terraferma, e, per il trasporto passeggeri in terza classe, fino a un secolo fa, vi si trascorreva da una notte fino a qualche settimana di viaggio, per cui un luogo per il riposo era comunque necessario. Oggi i tempi di trasferta in viaggio si sono decisamente ridotti e le crociere, quali viaggi di piacere, sono supportate da spazi e lussi prima riservati a pochissimi.
Così il letto a castello, comparso per le prime volte sui vascelli settecenteschi, nasce dall’esigenza di sovrapporre più posti letto in uno stesso spazio in pianta, sostenuti e collegati, prima ancora che con una struttura in legno o metallica, da semplici corde agganciate al soffitto a cui le brandine erano appese oppure, soprattutto nei treni, da mensole agganciate da un lato alla parete e dall’altro appese al soffitto. Sui ripiani, di dimensione inferiore rispetto a un letto tradizionale, poteva essere poggiato un materasso. Così, riducendo la superficie di un po’ e sovrapponendo due o tre piani di brandine, si potevano anche raddoppiare i posti letto ‘viaggianti’.
Dai primi letti a castello civili, utilizzati soprattutto per aumentare i posti letto in luoghi affollati (dormitori e celle di prigioni) si è passati al loro utilizzo sempre più comune in ambienti domestici e per l’ospitalità: dalle case, soprattutto per le camerette per bambini, fino agli ostelli, bungalow, roulotte e camper, ovunque cioè lo spazio pro capite per il riposo sia una componente ridotta e quindi da ottimizzare.
Inizialmente costituiti di un telaio metallico a montanti e travi longitudinali, con inevitabili problemi di stabilità e sicurezza, si è passati presto a dotarli di una scaletta a pioli per l'accesso al piano superiore, a cui è in genere fissata, e delle necessarie sponde anticaduta, entrambi ormai imprescindibili per la protezione e una più facile salita anche dei più piccoli.
A volte, quale evoluzione del tradizionale castello, troviamo anche un terzo letto estraibile sotto il letto inferiore, quale letto aggiuntivo di facile utilizzo. Il letto a castello, inoltre, può essere chiuso da tendine, oltre ad integrare svariati altri piccoli accessori, quali mensole o coperture tessili per simulare capanne o casette per la gioia dei più piccoli, che lo vivranno così anche come un affascinante gioco.
E ad evocare ancor più fiabe, castelli e atmosfere fatate, vi è senz’altro il letto a baldacchino, oltre i cui morbidi tessuti e velluti si possono intravedere e immaginare epoche passate, viaggiando quasi nel tempo. Il letto a baldacchino, infatti, tornato alla ribalta con il design moderno, ha radici molto antiche. Già nell’antica Roma infatti era presente in forma embrionale, nella cosiddetta aulaea, velario che nel letto triclinare, quando si pasteggiava all'aperto, proteggeva i commensali dalla polvere nelle giornate di vento. Poi i popoli nordici, fin dal Medioevo, iniziarono a preservarsi dal freddo usando delle pesanti tende in tessuto intorno allo spazio del letto, a contenerne il calore. Nei secoli seguenti, il letto a baldacchino, con l’intensa vita cortigiana, è entrato in modo continuativo nell’arredo domestico fino al secolo scorso, permettendo sia una migliore privacy sia la protezione dagli insetti, con funzione quindi anche di zanzariera.
Sempre più curato e decorato, si è così strutturato come vero e proprio elemento d'arredo come oggi lo conosciamo. Ideale per creare un’alcova e avvolgere in un'atmosfera raccolta e protetta la dimensione privata dei suoi fruitori, negli ambienti grandi e freddi del passato, con soffitti alti, come potevano essere le ville e i palazzi signorili, il letto a baldacchino è ancora oggi utile a risolvere brillantemente altezze fuori standard e spazi con volumetria anomala e sviluppati soprattutto in verticale.
All’estremo strutturarsi dei letti a castello, a soppalco e a baldacchino, vere e proprie ‘costruzioni per dormire’, fanno da contraltare i più che mai destrutturati letti futon, i tipici letti orientali diffusi dagli anni ’70 anche in Occidente e caratterizzati dall’essere letteralmente dei letti-materasso portatili, utilizzabili all’occorrenza distesi su una stuoia isolante in paglia, tatami, e arrotolati e conservati durante il giorno. In particolare, si tratta di un vero e proprio 'materasso arrotolato’, tradizionale della cultura giapponese e realizzato in cotone e comunque con imbottitura in fibre naturali.
Infine, al vertice della piramide della versatilità, troviamo il letto gonfiabile, soluzione pratica e utile, in casa come in viaggio, quale letto in più e per una facile accoglienza degli ospiti. Costituito dal semplice materasso, il letto gonfiabile è una soluzione temporanea e portatile, adatta anche al relax nomade, come quello all’aria aperta o in camping. Si gonfia facilmente con una pompa elettrica e lo si trova in diverse misure, a loro volta modulari e componibili per ottenere diverse soluzioni, ovviamente temporanee.

Da oggetto su cui dormire a icona di design: il nuovo concetto di letto

Dismessi i più massicci arredi della prima metà del secolo scorso, il Novecento ha dato vita a nuove linee, frutto di una nuova idea di letto e di arredo in generale, quale mobile integrato in vere e proprie capsule abitative, con una prolifera produzione di prototipi e di letti futuristici, a partire dalle sperimentazioni delle Archigram Capsule Homes, tra cui Cushicle e Suitaloon, modelli di abitazioni prefabbricate plug-in, modulari e prodotte in serie, nonché portatili e compatte, pionieri di una nuova idea di nomadismo, di portabilità e trasporto interurbano.
Così, il letto è divenuto nella seconda metà del Novecento spesso un guscio, una forma pura e sobria, quasi del tutto priva di decorazioni, affidando piuttosto a colori e materiali lo stile e l’estetica, ben consapevole della lezione del Movimento Moderno e del Bauhaus.
Moltissimi di questi letti fanno ormai parte della storia del design, mentre tra quelli ancora in produzione senz’altro sono da citare l’inconfondibile divano letto Anfibio, disegnato nel 1970 da Alessandro Becchi per Giovannetti, tra i più innovativi del Design italiano e dal 1972 entrato a far parte, tra le tante, della collezione di design del MoMa di New-York.‎
Con gli anni ’80 il letto si ammorbidisce, come dimostra l’intramontabile letto sfoderabile Nathalie, capostipite dei letti tessili, disegnato nel 1978 da Vico Magistretti per Flou, marchio pioniere di questa tipologia di letto: tessile, sfoderabile, qui con  i caratteristici fiocchetti per la fodera.
Nel Tappeto Volante, sempre di Flou, del 1989, a firma di Enzo Mari, letto stavolta non tessile ma in alluminio verniciato, la testata semicircolare, con possibile rivestimento sfoderabile, il letto si fa appunto leggero e dall’estetica trasformabile.
Il letto Milano di Zanotta (1983), firmato dallo Studio De Pas D'Urbino Lomazzi, semplifica all’essenziale gli elementi dell’arredo – testata, rete, piedi regolabili – dando avvio a successivi modelli che ad esso faranno riferimento.
Anche il letto a baldacchino è tornato negli anni ’80 a far capolino nelle più note collezioni di arredo, come per il letto Asseman di De Padova, disegnato da Patrizia Cagl (1984) e tra i primi moderni esempi di letto matrimoniale a baldacchino, in tubolare di acciaio verniciato e attrezzato di una leggera zanzariera in tulle che, con il cielino in cotone, trasforma l’antico simbolo della riservatezza quasi in una candida nuvola trasparente dal rinnovato potere evocativo.
Il NEOZ, il letto matrimoniale con ruote disegnato da Philippe Starck per Driade nel 1996, una sorta di “nido abitabile” segnato da un lato dal tradizionale bianco del lino orlato a giorno, come la biancheria di un tempo, nonché dalla morbidezza dei numerosi cuscini, e dall’altro dalla ‘provvisorietà’ delle grandi ruote.
Arrivando ai giorni nostri, il letto continua a stupire e a reinventarsi, diventando oggetto versatile, chiudendosi e scomparendo come un’antica alcova, come avviene in molti sistemi trasformabili a parete, che occultano il letto e gli altri spessori in pareti-armadio o in pareti attrezzate, discrete e mimetiche. Alcova reinterpretata nel Colletto di Lago, letto tessile nato nel 2009 dalla visione di Nuša Jelenec e che avvolge sul perimetro il materasso con un vero e proprio ‘colletto’ tessile e protettivo, rivoltabile versatilmente, per mostrare o meno il suo contenuto.
Tra gli omaggi contemporanei al design futurista, vi è senz’altro l’uniformità visiva data da Jean-Marie Massaud al letto Lipla di Porro (2005), che integra in un’unica superficie l’intera struttura del letto, attrezzandosi con un nuovo concetto di fascia contenitore, cioè con comodini integrati, al posto di quelli indipendenti che sono lo standard.
Sicuramente può ritenersi padre di tutti i moderni sistemi letto per ragazzi, integrati di spazio studio e ogni sorta di mensola, lo storico Abitacolo, progetto di Bruno Munari, Compasso d’Oro nel 1979 e di inesauribile contemporaneità, prodotto da Rexite e realizzato da una struttura metallica leggera ed essenziale – una specie di impalcatura reticolare - due livelli attrezzabili con diversi accessori: internamente il letto e tutt’intorno scrivania, mensole e ceste portaoggetti varie, fruibili indifferentemente dal letto e dall’esterno, con infinite soluzioni e composizioni.

Da giaciglio protetto su cui dormire a stanza per il riposo: piccola storia del letto attraverso secoli e luoghi

Nato come mucchio di foglie o paglia, adunate sulla nuda terra, ad ammorbidire la posizione supina per il riposo notturno, meglio se in vicinanza di una fonte di calore o al riparo dalle intemperie, spesso in una grotta, il letto si è pian piano delineato lungo i secoli come arredo vero e proprio, secondo le esigenze locali e soprattutto in base allo status sociale dei suoi fruitori.
Nel bacino del Mediterraneo, in epoca egizia e greca, e in Mesopotamia, il mucchio di foglie e paglia ha via via trovato un involucro in un sacco di tessuto, che, nel caso delle classi nobiliari, poteva essere riempito anche con morbida lana.
In Africa poi, fin dalla preistoria ma ancor oggi in molti villaggi, è usanza sopraelevare il piano del riposo per evitare il contatto diretto con l'umidità del suolo nonché risultare irraggiungibili ai predatori. E ciò magari sospendendo il giaciglio stesso, spesso fatto di morbide fibre, fissandolo tra due tronchi d’albero e dando così forma all’ amaca.
Modellati dapprima come semplici piani di argilla distanziati dal terreno, e magari scaldati al di sotto da una fonte di calore, i ‘letti’ in epoca romana prendono sinteticamente le forme di un piano su cui, distesi, magari alle terme, si può anche conversare, o, su un’imbottitura più morbida, trascorrerci più tempo ritrovandosi in un banchetto conviviale o in una riunione. Nasce così il ‘triclinium’, che si delinea sempre più chiaramente come vero e proprio arredo, con una sua identità e forma, molto simile alle moderne ‘dormeuse’.
E, a differenza dei semplici letti in legno utilizzati nei ‘cubicula’ - le stanze da letto delle case romane - i lecti tricliniaris, in legno con decorazioni in bronzo e osso, di ispirazione ellenistica, erano molto curati in tale ornamento, il ‘fulcrum’, spesso conservatosi fino ai nostri giorni a dispetto della caducità del legno, e il cui sfarzo era appannaggio solo delle classi più ricche, quale vero e proprio ‘status symbol’ del lusso che molti nobili romani ostentavano con i propri ospiti nel ‘triclinio’, la sala della domus in cui il padrone di casa li accoglieva e li intratteneva con banchetti. I romani risentirono infatti, attraverso la Grecia, anche del raffinato gusto degli Egizi per gli arredi preziosi e per i letti in particolare.
Nell’arredo dei cubicula romani vi erano più spesso semplici lettini a una piazza (lectuli) e raramente, per gli sposi, letti più ampi (lectus genialis), mentre appunto i letti decorati, lecti tricliniaris, molto simili alle attuali dormeuse, erano impiegati nel triclinio, e, in un secondo momento, potevano anche entrare a far parte di un corredo funerario.
Nello specifico quindi, i romani distinguevano: Il Lectus Genialis, il letto nuziale, grande, riccamente decorato e piuttosto rialzato da terra, al quale la donna era condotta nel pomeriggio del matrimonio, portata in braccio dal marito; il Lectus cubicularis, più spesso senza spalliera né laterali, ma a volte con spalliere diritte e possibilità di contenere materasso e cuscini, e nei casi più raffinati con il legno della spalliera arricchito anche di cuoio o stoffa imbottite e trapunte, antesignano del più tardo capitonnè francese; il Lectus Triclinares, usato per mangiare, di varie forme e variamente decorato e preziosamente intarsiato, generalmente singolo ma a volte anche triplo o doppio, anche in lunghezza, per accogliere più persone, oppure più corto e con un poggia-gomito per appoggiarsi; questi ultimi potevano posizionarsi nel triclinio o, nelle giornate calde, all’aperto, nel giardino sotto la tettoia, sia fissi in muratura a sacco, rivestita in mattoni e intonacata, sia mobili per assecondare il cambio delle stagioni; il Lectus Lucubratorius, un lettino usato per sedersi durante lo studio, con un appoggio per la tavoletta o il papiro; il Lectus funerarius, simile a quello dei vivi, a volte più leggero e stretto, usato secondo le zone e le usanze religiose, vista la convivenza in quest’epoca di inumazione e incinerazione; la Lectica (lettiga), di origine orientale, usata da Greci e Romani, una specie di barella con materassi e cuscini, portata a spalla dagli schiavi e in seguito coperta da un baldacchino e velata da tende, con cui donne e malati durante la repubblica, e successivamente tutti i patrizi, sotto l'impero, si facevano portare alle terme o al circo preservando una certa privacy, venendo usata anche per i viaggi; infine c’era già l’antenata della culla a dondolo, molto simile a quelle usate fino a un secolo fa, con l’appoggio del materassino su piccole doghe di legno e due ordini di aste orizzontali, a protezione perimetrale, che impedivano al bimbo di cadere.
Inoltre, nell’antica Roma troviamo anche una specie di baldacchino, detto aulaea, già presente nel letto triclinare per proteggere i commensali dalla polvere, ma solo per i letti all'aperto, cioè in giardino e nelle sole giornate di vento.
Vi erano poi gli Accubita, nome comune ai letti per i pasti e quelli per il sonno, destinati ai soli ricchi e che si differenziavano nella forma: erano infatti curvi, adatti a circondare una tavola rotonda su cui si ponevano le vivande. Erano detti anche Sigmata per la forma simile a quella del carattere greco sigma (cioè curva come la nostra C).
Il letto matrimoniale vero e proprio, quindi, per i romani non esisteva. Il Lectus Genialis, pur a due piazze, non era usato frequentemente dai romani, che invece preferivano i letti singoli separati e disposti ad L nella stessa stanza, oppure due stanze separate. Infatti, le loro camere da letto, il cui nome – cubicoli - derivava appunto dalla forma cubica, erano stanze piccole, coperte a volta, buie e spesso del tutto prive di finestre, illuminate soltanto da deboli lucerne o candelabri e aperte ai lati dell'atrium o, per i padroni, affacciate al peristilio, in cui essi dormivano in letti divisi, in un'unica stanza, accostati ad angolo retto, o in due stanze separate. In caso di spazio sufficiente, era presente anche un su un basamento di muratura e ai piedi del letto era presente quasi sempre un tappeto su cui poggiare i piedi nudi al risveglio. I letti delle case dei nobili erano poi completati da corredi di lenzuola e coperte molto costose, impreziosite da ricami in oro.
Potremmo dire che i romani avevano così già delineato fin nei dettagli i caratteri di un’essenziale camera da letto moderna, e non solo. Infatti, nel soggiorno della domus romana troviamo già molti archetipi di arredi moderni, quali divani, poltrone e tavolini vari.
Successivamente, nel Medioevo, soprattutto per le famiglie reali del freddo Nord Europa, fanno la loro comparsa accessori come il guanciale ed il letto a baldacchino, qui munito di tende per preservare il calore - e la privacy - dei suoi fruitori, così come i materassi iniziano ad essere riempiti di più calde e soffici piume d'oca. Nei climi più estremi, poi, i letti vengono chiusi non più da tende ma in veri e propri armadi-letto, diventando inoltre più comuni, tra i ceti inferiori, i materassi in lana, fino alle epoche precedenti privilegio dei soli nobili. Le classi più povere però continuavano a dormire sui soliti sacchi pieni di paglia.
In generale, i letti medievali erano in ogni caso estremamente semplici, piuttosto alti, tanto da essere spesso affiancati da sgabelli per salirvi, e raramente decorati.
Nel Quattrocento il letto diviene decisamente più ampio, sia in lunghezza che in larghezza, e in generale più comodo. I letti singoli e matrimoniali come da noi oggi conosciuti iniziano infatti a delinearsi tali in questo periodo, in cui vedono la comparsa anche i vani contenitori che, sfruttando l’altezza della struttura, permettevano di riporvi il corredo e tutta la biancheria in genere. Elementi romani poi come le spalliere trovano una maggiore definizione, portando alla comparsa della pediera e della testata.
La scoperta dell'America, poi, che introduce in Europa la coltivazione del mais, fa sì che le sue foglie vadano a sostituire la paglia dei materassi, guadagnando in comodità ma con lo svantaggio di essere più rumorose.
Nel Cinquecento, soprattutto nelle classi benestanti, aumenta l’uso dei cuscini per un riposo meno orizzontale e una digestione quindi meno difficoltosa, e l’intensa vita cortigiana porta all’adozione praticamente continua fino al secolo scorso del letto a baldacchino, permettendo sia una migliore privacy sia la protezione dagli insetti, con funzione quindi anche di zanzariera. Il baldacchino poi nel Seicento inizia ad essere più curato e decorato e diviene sempre più vero e proprio elemento d'arredo.
Con la costante quindi di una struttura rettangolare e dell’essere realizzato prevalentemente in legno, il letto si è sempre evoluto nel tempo, con più o meno graduali trasformazioni e adattamenti alle esigenze delle varie epoche.
Nell’Ottocento, dopo la rivoluzione industriale e l’introduzione sempre maggiore dei materiali metallici in architettura e nella produzione industriale di oggetti, anche i letti, singoli e matrimoniali, vengono sempre più prodotti in ferro e in ottone, materiali che asseconderanno facilmente, nel disegno di mobili e complementi d'arredo, la creatività delle successive avanguardie di inizio Novecento, come l’Art Nouveau che fa ampiamente uso del ferro per gli arredi e le note decorazioni floreali.
La coeva introduzione della rete metallica porta a dare sostegno e flessibilità al letto senza la rigidità delle tavole di legno.
Il letto, ora ufficialmente principe dell’arredo domestico, viene sempre più curato nei dettagli sia per quanto riguarda l'estetica sia riguardo a funzionalità, salute e comfort, introducendo una maggiore attenzione a facilitare pulizia e igiene, fino ad allora piuttosto scarse.
Nel corso dei secoli, i letti utilizzati dalle classi superiori sono divenuti via via alla portata dei ceti più bassi, finché, nel Novecento, l’avvento dei materiali sintetici non ha sostituito quelli naturali anche per i letti, sia nella loro parte strutturale sia per il materasso. Inoltre, il diffondersi del benessere e l’aumentare del ceto medio hanno rivoluzionato il design e la realizzazione dei letti stessi, secondo processi industrializzati. Così la comparsa di materassi a strati differenziati, le strutture a doghe, le reti a segmenti e le strutture conformabili, anche comandate elettricamente, hanno portato il letto ad assumere diverse conformazioni, sempre più personalizzabili, migliorando di conseguenza, con un gran balzo in avanti, la qualità generale del riposo.
Fin qui l’evoluzione nella cultura occidentale, ma per il letto vi è inoltre una fondamentale distinzione in base alla tradizione, che vede in quella orientale, ad esempio, l’assenza della triade struttura-rete-materasso a favore della sola stuoia sul pavimento o del binomio stuoia-materasso (futon).
Oggi il letto, dove continuiamo a trascorrere molte ore del giorno e della notte, deve garantire un riposo ottimale, su forme e materiali adeguati e di qualità e senza dolori dovuti a posture scorrette.
I letti contemporanei di declinano perciò, sulla base di moltissime strutture e materiali a disposizione, nelle estetiche in tessuto, in pelle o cuoio fino a materiali di rivestimento tecnologici, che non si macchiano e che anzi sono sempre più facili da lavare. I nuovi letti tessili hanno inoltre il vantaggio di potervi abbinare completi e coordinati, dalle lenzuola ai copriletto, dal piumino o trapunta invernale fino ai complementi come cuscini e morbidi plaid.
Il letto contemporaneo però stupisce soprattutto perché ora può avere praticamente qualsiasi forma e materiali inaspettati, arrivando alla magia dei letti sospesi su gambe di vetro, o di quelli nascosti in pareti e altri arredi, di letti accoglienti come nidi o leggeri come nuvole, con testiere versatili, attrezzate e dal design innovativo, così da incarnare praticamente tutti gli stili e strizzare l’occhio al futuro senza perder mai il contatto con questa lunghissima storia e tradizione. ... Altro ... meno

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