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268 Scrittoi

Cos’è lo scrittoio se non una scrivania di forma compatta, multifunzione e multiuso, dotata di accessori, dai cassetti ai vani contenitori, capaci di custodire oggetti? Lo scrittoio è un mobile antico da sempre oggetto di rivisitazioni e sperimentazioni materiche e stilistiche che lo hanno elevato a vero e proprio arredo di design, senza rinunciare all’originaria funzionalità.
Da utilizzare come postazione di lavoro, così da ricavare un angolo dedicato all'home working, o anche solo come mobile contenitore, lo scrittoio moderno gioca con le forme per proporre modelli flessibili e versatili. Un mix di materiali e accenti di colore sono le caratteristiche più frequenti che permettono agli scrittoi contemporanei di sfruttare i piccoli spazi e di arredare, dalla zona living alla zona notte, con prodotti dall'estetica discreta.

Scrivania oppure scrittoio? Quando scegliere uno piuttosto che l'altro

Benché ormai non si usi più scrivere lettere o documenti, lo scrittoio continua ad essere un oggetto con una sua resistenza al tempo e alle mode. Infatti, soprattutto per quanto riguarda lo scrittoio antico, per la sua complessità e riconoscibilità è spesso trofeo per gli appassionati di antiquariato, ma è un oggetto ambìto da mostrare anche in una casa moderna e dallo stile contemporaneo, anche solo perché ereditato e quindi con un valore unico quale ricordo di famiglia.
Inoltre, lo scrittoio resiste al passare delle mode perché oggetto d’arredo continuamente rinnovato e aggiornato nel tempo e perché, anche quando antico, capace di offrire, in modo compatto e funzionale, un angolo completo e comodo in cui dedicarsi a ciò che ha sostituito le antiche funzioni di lettura cartacea e di scrittura manuale: il computer, le email e le attività sul web.

Lo scrittoio oggi: versatile e camaleontico protagonista dell'angolo studio e lavoro

Lo scrittoio è protagonista di uno spazio domestico adibito a studio e lavoro. I modelli contemporanei si rinnovano, con forme leggere e combinazioni di materiali che contribuiscono alla sua estetica, conservando comunque la funzionalità tipica di questo elemento, tra discrezione e trasformabilità.
Molti modelli infatti inseguono ancora attualmente una ricerca formale tale da contenere, in un unico involucro minimale, tutte le funzioni: dal piano di appoggio per scrittura e lettura ai cassetti e alle mensole portaoggetti di supporto, così che tutto sia al posto giusto ma pronto, con un solo gesto, per esserlo anche al momento giusto, trasformandosi da mobile discretamente chiuso da ante e ribalte a piccola scrivania attrezzata con ogni funzione comodamente a portata di mano.
Versatilità che appartiene allo scrittoio sia quando per esso si abbia a disposizione un intero ambiente dedicato al lavoro, praticamente un ufficio in casa, sia quando nei moderni appartamenti di modeste metrature diviene strategico sistemarlo in un angolo della casa, adattandosi così in modo camaleontico e disinvolto all’ambiente in cui è inserito.
Inoltre, il carattere spiccatamente funzionale dello scrittoio ha concentrato ad oggi in questo mobile le più creative soluzioni del design, coordinando in spazi minimali o comunque sempre molto ottimizzati la presenza di cassetti, ante e scomparti discreti, definendone così alcuni modelli ben precisi e spesso riproposti in vari stili, colori e in un gran numero di materiali.
Si hanno così scrittoi con cassetti, questi ultimi collocati sopra o sotto il piano di appoggio e con varie capienze per i vari accessori; o ancora scrittoi a ribalta, caratterizzati da ante e sistemi per far ruotare il piano di lavoro secondo una rotazione retta o inclinata, oppure come schermo scorrevole intorno a un cilindro, scrittoi che quindi svelano o nascondono segretamente all’occorrenza contenuti e oggetti personali, con quel pizzico di mistero tipico dei secretaire. Gli scrittoi sospesi poi sono tra i modelli più innovativi, composti da mensole che all'occorrenza si trasformano in piani da utilizzare come supporto alle attività di ufficio. Esistono poi scrittoi con piano estraibile o scrittoi per pc: in entrambi i casi si può notare come le dimensioni siano studiate per svelare all’occorrenza un piccolo piano di appoggio, anche solo delle dimensioni della tastiera di un computer, con un ripiano poi per sistemarvi anche un pc fisso, oppure abbastanza grande per accogliere temporaneamente un laptop, in piena coerenza con la funzione portatile del pc. Molto spesso le funzioni di questo oggetto sono integrate in altri arredi più complessi: abbiamo così sia pareti attrezzate con scrittoio, soprattutto lo si vuol rendere discretamente disponibile in uno spazio living, sia, soprattutto nelle camerette per ragazzi, librerie con integrato uno scrittoio. Tutti questi modelli hanno la caratteristica non trascurabile di essere oggetti estensibili e quindi salvaspazio. Gli scrittoi moderni sono disponibili in svariati materiali, dal vetro al metallo, dal legno ai materiali compositi, e caratterizzati da tutte le possibili combinazioni intermedie di materiali e colori: per questo, non è difficile trovare modelli dalla struttura metallica su cui poggiano superfici in legno o in marmo. Inoltre, in alcuni casi il piano orizzontale ha conservato e anche reinterpretato in chiave moderna il rivestimento in pelle o cuoio pur se decaduta l’antica funzione di piano morbido per rendere più comoda la scrittura manuale. Il classico scrittoio in legno, poi, viene ancor oggi lavorato dalle forme più varie, dallo stile lineare degli scrittoi scandinavi o anni ’70 fino agli scrittoi classici e in stile barocco, veneziano o francese, con modanature, intarsi e finiture foglia oro o argento.
Infine, affiancando allo scrittoio anche solo una sedia o una comoda poltroncina, una lampada, anche a piantana laddove il piano di lavoro non lascia spazi aggiuntivi, e infine, immancabile, un tappeto, si può delineare un angolo privato e confortevole davvero unico e speciale.

Scrittoi icone di design, ieri come oggi

Come per la scrivania, anche lo scrittoio ha i suoi riferimenti iconici, nell’antichità e nella storia del disegno industriale, questi ultimi a partire dal secondo dopoguerra. Tra gli scrittoi di design più noti vi sono senz’altro Home Desk disegnato per Vitra nel 1958 da George Nelson o lo SCRITTARELLO di Achille Castiglioni e il Reflex Secrétaire di Vico Magistretti entrambi per De Padova. Evoca visivamente e fin dal suo nome le origini di questo oggetto d’arredo lo scrittoio in ciliegio AMANUENSE di Adolfo Natalini per Mirabili. Essenzializzando le linee delle iconiche scrivanie di Thonet, Randolf Schott ha disegnalo per il brand nel 2014 lo scrittoio S 1200 aggiornando così i codici degli arredi dedicati alla scrittura da parte del brand che ha prodotto tra i primi tavoli per ufficio del movimento moderno.
Un’icona dopo l’altra, i recenti esperimenti di design per tradurre in un linguaggio moderno l’idea del ‘secretaire’ del passato hanno portato a oggetti nuovi e funzionali come senz’altro il guscio trasformabile in alluminio estruso del Layout secrétaire di Michele De Lucchi per Alias. Qui come in altri esempi della produzione contemporanea, la postazione di lavoro al suo interno si schiude e rivela con un gesto semplice, quasi un piccolo spazio architettonico ‘uso ufficio’ all’interno dell’architettura strutturale della stanza, con in più l’aggiunta moderna delle ruote, che consentono di spostarlo con facilità da una zona all’altra della casa.
Esempi tutti e metafore della coerenza con gli input fondanti di un’immagine di scrittoio perfettamente in linea con il design del futuro.

Lo scrittoio: storia di un oggetto personale e della sua stanza segreta

Lo scrittóio, il cui nome deriva dal latino medievale scriptorium e quindi, come per la scrivania, dal verbo «scrivere», individuava nel Medioevo l’ambiente in cui si copiavano i manoscritti, cioè quei grandi spazi all’interno degli antichi monasteri ove monaci operosi vi si dedicavano in maniera quasi esclusiva. Al contempo indicava però anche il mobile fisso o la panchetta portatile che servivano come piano d’appoggio per l’attività di scrittura, spesso già predisposti con gli strumenti necessari. In epoca rinascimentale, con l’invenzione della stampa per mano di Gutenberg, il termine iniziò ad individuare sempre più lo studiolo privato all’interno di un palazzo in cui il signore si appartava indisturbato per dedicarsi allo studio, alla lettura, alla scrittura e all’amministrazione dei suoi beni. Si trattava in pratica del corrispondente di un moderno studio domestico o spazio per homeworking se non di un vero e proprio antenato dell’ufficio privato.
Data l’attività che si svolgeva negli antichi studioli, anche l’arredo era costituito al massimo di un piccolo piano per la scrittura e di piccole librerie, visto che la maggior parte dei libri in genere erano custoditi nelle ben più grandi biblioteche del castello o palazzo. Si trattava infatti di uno spazio in genere piccolo, a portata di una sola persona che, seduta ad un tavolo, poteva in tal modo circondarsi di tutto il necessario per leggere, scrivere e soprattutto conservare gelosamente e lontano da occhi indiscreti la preziosa corrispondenza e a volte i preziosi oggetti personali, che venivano raccolti in cassetti di varie dimensioni e, ancor più in sicurezza, chiusi a chiave dal piano di scrittura a ribalta o da ante, come fosse un mobile. Di qui anche il nome di secretaire. Infatti, il piccolo piano ribaltabile aveva in genere la doppia funzione di supporto per la scrittura e di anta di chiusura. Quindi lo scrittoio oggi può essere a giusta ragione considerato un secretaire moderno.
E questa caratteristica, al contempo, di segretezza e trasformabilità è quella che, più di ogni altra, ha caratterizzato lo scrittoio come oggetto di arredo e che ritroviamo, declinata in differenti idee creative, alla base anche degli scrittoi moderni e nelle varie interpretazioni iconiche degli scrittoi di design. ... Altro ... meno

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