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582 Scrivanie

Le scrivanie definiscono uno spazio personale di lavoro, permettendo di ricavare sia un angolo lavorativo domestico all'interno di un'abitazione, utile anche all’homeworking, sia uno spazio personale operativo in un ambito più propriamente lavorativo, sia esso un ufficio ma anche uno studio professionale o più genericamente in un ambito pubblico o ricettivo.
Assimilabile spesso ad un tavolo, la scrivania è un mobile che contiene in sé più funzioni ed è disegnata principalmente per supportare attività come lo studio, la scrittura, il lavoro d’ufficio e sempre più, con l’avvento dell’era informatica, il lavoro davanti ad un computer.
Nata nel lontano Medioevo, al fine di supportare l’attività degli scrivani - preziosi monaci amanuensi che scrivevano e ricopiavano testi a mano - la scrivania era inizialmente costituita da un piano orizzontale per la scrittura completato da un leggio, il tutto poggiato su dei supporti verticali e utilizzato in genere nello scriptorium, particolare stanza dell’edificio religioso in posizione tale da catturare più luce possibile durante il processo di copiatura degli antichi codici.
La scrivania si è poi via via trasformata lungo i secoli con l’aggiunta laterale di cassetti, avvenuta con il fiorire e il diffondersi sempre più dello studio delle arti e delle scienze grazie al Rinascimento, durante il quale lo scrivere e il custodire tutto il mondo legato alla scrittura ha dato origine anche ad oggetti quali scrittoi e secretaire, parenti molto prossimi alla scrivania. Evoluzione abbastanza lenta, però, quella della scrivania classica, almeno fino alla seconda guerra mondiale, in cui, visto l’aumentare dei posti di lavoro negli uffici, essa si diffonde moltissimo, evolvendosi in funzione delle nuove esigenze e definendosi nell’attuale immagine della scrivania moderna. Essa quindi, prima ancora che oggetto domestico d’arredo, comune e molto diffuso, è stata oggetto di studio del design industriale su quest’input lavorativo, strutturandosi di fatto quale vero e proprio tavolo da ufficio ove scrivere e lavorare.


La scrivania: un angolo personale per studiare e lavorare, in ufficio come a casa

La scrivania dunque, a partire da un semplice tavolo e la sua infinita combinazione con cassetti e ripiani, ha preso e prende forma senz’altro dall’attività che vi si svolge, abbracciando modelli differenti secondo il tipo di lavoro e la quantità di spazio a disposizione, senza poi alcun limite dal punto di vista degli stili.
La scrivania di base si specifica quindi diventando combinazione di elementi modulari diversi che la rendono un oggetto d’arredo altamente personalizzabile e assolutamente in linea con la vocazione di mobile ‘personale’, anche se utilizzato in un ambiente pubblico o condiviso, come un ufficio o un coworking, e in cui vi si possano trascorrere seduti volentieri diverse ore al giorno. Le scrivanie sono quindi vere e proprie postazioni di lavoro, con piani tavolo e gambe, nonché accessori, come cassettiere, librerie e luci integrate, o canali per passaggio e organizzazione cavi, fino ai piani di ricarica wireless per smartphone, e vanno dai modelli più ‘basic’, molto vicini a semplici tavoli e quindi adatti davvero a tantissime funzioni domestiche e pubbliche, fino ai modelli di scrivanie più ricchi di funzioni, tutte in un unico oggetto, passando per tutte le possibili combinazioni di queste tipologie al fine di definire un vero e proprio spazio di lavoro: dalle scrivanie componibili, alle svariate postazioni per computer fissi e portatili, con ripiani specifici quindi per il case, il monitor e il laptop, fino alle combinazioni di tavoli, librerie e cassettiere, che contribuiscono a creare scrivanie più complesse, integrate con cassetti e scaffali e a volte anche su ruote, a loro volta capaci di combinarsi in sistemi infinitamente espandibili, dalle singole unità a quelle con molte postazioni.

La leggerezza e versatilità delle moderne scrivanie di design

Complementi d’arredo che fanno parte del quotidiano, le scrivanie moderne sono caratterizzate da un'estetica leggera e sono oggetto di una ricerca formale e materica che permette di ottenere modelli che si inseriscono in qualsiasi contesto, arredandolo. In tal modo, la scrivania non è solo elemento funzionale e pratico, ma diventa un vero e proprio oggetto di design protagonista di uno spazio, che va contestualizzato in base allo stile d'arredo circostante. Il primo parametro da valutare per capire quale scrivania scegliere è il design del modello. Le scrivanie lineari sono le più diffuse; nella maggior parte dei casi si tratta di scrivanie rettangolari ma possono essere anche quadrate, dotate di un piano di lavoro più o meno ampio, potendo così essere facilmente collocate in qualsiasi zona della stanza, sia centralmente sia accostate a una parete. Le scrivanie ad angolo invece sfruttano porzioni di spazio angolari con il vantaggio di un minore ingombro dell'ambiente. Vi sono anche scrivanie curve, che occupano gli ambienti più da protagoniste, sempre che non assecondino, per necessità, pareti altrettanto curvilinee, ottimizzando anche in tal caso gli ingombri. Se poi si desidera ricavare una scrivania in un angolo ristretto, dove praticamente non si ha spazio perché di fatto ci sono già altre funzioni, come per esempio ai piedi di un letto o sotto un armadio a ponte, vi sono anche scrivanie con ruote, anche girevoli o capaci di ruotare su un montante, oppure si possono sempre utilizzare come scrivanie delle mensole o dei piani ribaltabili a ingombro zero. Se invece si cerca un comfort particolare, oltre ad abbinarvi la giusta sedia, occorre optare per delle scrivanie ad altezza regolabile o scrivanie con movimento elettrico. Fondamentale, infine, per un utilizzo h24, è sia la possibilità di essere posizionata di giorno vicino a una finestra, sia la scelta della giusta lampada da scrivania per l’utilizzo nelle ore serali e notturne, quindi con luce artificiale. Il tutto non dimenticando il corredo di cui ci si può dotare nell’utilizzo di una scrivania, dalle parti integrabili stabilmente fino agli infiniti accessori per la scrivania disponibili sul mercato.
Che sia una singola unità così come un sistema complesso, che si tratti di scrivanie integrate o di leggere scrivanie mobili su ruote, che siano destinate alla casa così come ad un ufficio, siano esse con cassetti, ripiani o semplici scrivanie con scaffali, questi arredi offrono una superficie sufficiente per lavorare e allo stesso tempo si presentano come oggetti di arredo capaci di contribuire in maniera efficace alla buona riuscita di un progetto di interior design.
Oltre al giusto spazio e alla superficie a disposizione, è fondamentale il contesto in cui una scrivania sarà utilizzata. In casa, ad esempio, può essere adatta una scrivania molto diversa se progettata per diventare una scrivania per cameretta o da studio, sia per l’età e l’utilizzo differente, sia perché differente la modalità in cui, in ciascun contesto, una scrivania può favorire concentrazione e produttività, restando al contempo un angolo pronto anche al relax e ad essere maggiormente personalizzato rispetto a quello di un ufficio, personale ma in uno spazio più condiviso.
E se una scrivania domestica in uno spazio-studio dedicato permette di avere più liberà di lasciare tutto in vista, magari sullo stesso ripiano, passando dal lavoro e dallo studio allo svago, riempiendosi quindi con facilità di libri, documenti, accessori vari nonché tazze e cibo, in uno spazio condiviso con altre funzioni, come una camera da letto o un angolo living in casa, ma ancor più in un open space di un ufficio, la necessità di ordine così come l’esigenza di privacy e protezione (non solo visiva) fa diventare importante se non essenziale che le scrivanie da ufficio così come le scrivanie per lo studio abbiano ripiani aggiuntivi ma soprattutto siano scrivanie con cassetti, cassettiere, archivi e moduli con serratura, curando quindi fino al meccanismo di apertura dei suoi cassetti, in linea con l’utilizzo. Il tutto anche per poter facilmente ottimizzare gli spazi occupati nonché permettere l’inevitabile quanto necessario ordine periodico. Esigenze di semplicità, versatilità e utilizzo temporaneo possono invece dettare la scelta delle scrivanie per hotel, mentre una particolare ergonomia è richiesta perché un piano di lavoro possa essere fruito anche come scrivania per disabili.

Materiali e colori della scrivania: da mobile funzionale a oggetto d’arredo

Forma, accessori, contesto e location sono solo alcune delle variabili in campo per scegliere una scrivania. Sicuramente però il materiale e il colore, nonché lo stile, permettono alla fine l’accostamento a questo o quell’arredo o la creazione ex novo di un habitat basato su di essa.
Le infinite possibilità legate alla componibilità inoltre permettono una grande varietà di proposte: dalle scrivanie in vetro, trasparenti e capaci di alleggerire visivamente uno spazio nonché farne propagare facilmente la luce, privandola di ostacoli, alle scrivanie in legno, opache e dall’apparenza più solida, legate in ogni caso all’archetipo di scrivania classica e tradizionale, anche quando si tratta di scrivanie di design o in stile contemporaneo, fino all scrivanie in metallo, con resistente struttura in acciaio o ferro, spesso combinato con materiali più leggeri, soprattutto per i piani, oppure alle scrivanie in alluminio o lega leggera, progettate per resistere soprattutto per forma e modellarsi via via su esigenze diverse. Le scrivanie in materiali compositi e plastici, poi, completano il quadro, offrendo la completa e massima versatilità nelle forme realizzabili, nonché una la massima modularità e possibilità di un facile montaggio/smontaggio dei componenti.
E in funzione di forme e materiali cambierà anche il modo di fruire, disporre e, non ultimo, il modo in cui pulire le scrivanie.

Le scrivanie nel design moderno: stili e icone

Quale oggetto di così antica storia, la scrivania gode ancor oggi di inevitabili declinazioni in tutti gli stili del passato. E tra gli stili classici, quasi esclusivamente in legno, quelli più frequenti sono senz’altro quelli delle ricche scrivanie in stile barocco o scrivanie in stile Luigi XV, o delle più lineari scrivanie in stile art decò o in stile impero.
A tal proposito non si può prescindere dal ricordare la famosa Resolute desk, che la Regina Vittoria regalò nel 1880 al Presidente degli Stati Uniti d'America dell’epoca, Rutherford B. Hayes. Realizzata con il legno della nave d'esplorazione britannica HMS Resolute, fu utilizzata da molti presidenti e in varie zone della Casa Bianca, ma che Jackie, moglie del presidente John Fitzgerald Kennedy, per prima decise di spostare nello Studio Ovale nel 1960.
Più semplici e non associabili ad un periodo storico preciso sono le scrivanie in stile rustico o stile country con la più recente tendenza dello shabby chic, che, emulando l’apparenza usurata dei mobili antichi, aggiunge un tocco di ‘patina del tempo’ anche ad oggetti prodotti oggi.
Discorso a parte è quello delle scrivanie in stile etnico, che, evocando atmosfere equatoriali e tipiche dell’emisfero australe – africane, sudamericane o asiatiche – utilizzano materiali naturali ed esotici per arricchire interi arredamenti o solo pochi particolari o angoli della casa o, soprattutto, di molti hotel e resort.
Minimali e geometriche, le scrivanie in stile giapponese fanno invece convivere la tradizione con l’essenziale degli stili moderni.
Tema, quello dell’essenzialità, pure indagato nei sistemi di scaffalature e nelle scrivanie dello stile scandinavo, frutto della ricerca nordica della seconda metà del ‘900 sull’arredo minimale e sui materiali naturali come il legno. Il ‘900 ha poi visto sicuramente la nascita della scrivania moderna come oggi concepita, nei materiali e nelle forme. Non è quindi un caso che oggetti di design ideati in quell’epoca resistano al tempo e vengano prodotti e rieditati ancora. Un esempio sono le scrivanie in stile Bauhaus, come la classica S 285 di Marcel Breuer, in tutte le sue combinazioni, ancora prodotta da Thonet.
Frutto invece della creatività e del design italiano a metà del Novecento, benché ispirato all’artigianalità dei secoli passati, sono icone come il tavolo Leonardo disegnato da Achille Castiglioni per Zanotta o il tavolo REALE 2320 rieditato nel 1990 sempre da Zanotta sul progetto Carlo Mollino, che nel 1947 lo aveva disegnato per gli uffici della Reale Mutua assicurazioni di Torino. Infatti, a metà degli Ottanta Zanotta scopre l’opera di Carlo Mollino e inizia la produzione di alcuni mobili disegnati dall’eccentrico architetto torinese che, a dispetto del coevo stile internazionale, proponeva una poetica differente, privilegiando forme organiche nonché l’uso di materiali naturali quali il legno massello.
E parlando di riedizioni, non si può non fare riferimento anche a tutte le proposte di scrivanie in stile vintage, in genere desiderose di riproporre la scrivania da ufficio tipica degli anni 50 in cui legno, tubolare metallico e i primi laminati plastici materializzavano un prototipo completamente nuovo rispetto al passato, con forme a cui in qualche modo siamo ancora affezionati.
Evoluzione che ben presto, negli anni ’70, arriva a scrivanie essenziali ed evergreen come l’iconica QUADERNA 2830 disegnata da Superstudio, sempre per Zanotta.
Infine, è curioso come l’idea della scrivania-letto, fatta da alcuni studenti italiani in viaggio in Inghilterra, un modello di scrivania su cui poggiare facilmente un materasso e, nello stesso spazio, passare la notte nella propria camera, abbia trovato poi piena espressione creativa nel famosissimo ABITACOLO, storico progetto di Bruno Munari, Compasso d’Oro nel 1979 e di inesauribile contemporaneità, prodotto da Rexite e realizzato da una struttura metallica leggera ed essenziale – una specie di impalcatura reticolare - due livelli attrezzabili con diversi accessori: internamente il letto e tutt’intorno scrivania, mensole e ceste portaoggetti varie, fruibili indifferentemente dal letto e dall’esterno, con infinite soluzioni e composizioni. ... Altro ... meno

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